—Voi siete ingiusto, dottore. Il signor Sergio di Linsac è un uomo compito, di grande ingegno, di gran cuore, che mi ama molto e mi rende felice.

—Peste! lo tradiresti di già, per consacrargli un simile elogio da epitaffio al Père Lachaise?

—Mi pento di esser venuta. Oh! sì: dovevo pur saperlo che gli uomini come voi non perdonano mai.

—E perchè no… quando sprezzano l'offesa?

—Io sovverrommi mai sempre di ciò che ero, e di ciò che avete fatto per me. La gitanella di Nicastro aveva la sua piccola volontà; ma ella aveva altresì del cuore.

—Per chi, dunque?

Regina guardò a sua volta fissamente il dottore e rispose:

—Per quelli che l'ànno amata.

—In questo caso, io conosco mica male di deseredati. Ma passiam oltre. Adesso la gitanella in questione si annoia.

—Un pochino.