—Tu andrai al ballo con tuo zio. Ciò è ammesso e si vede ogni giorno. Egli, è più austriaco del principe di Metternich. Ed io ne sono rapito; perchè io capisco, piccina mia, che la vita in cui forzato sono d'imbragarti, è scura e monotona. Non appartenendomi io stesso, posso appartenerti ben poco. Ma io non sono egoista.

—Lo so.

—Divertiti dunque, poichè tuo zio vuol di nuovo servirti di introduttore. Solamente, ricordati amica mia, che tu porti un nome che obliga. Io tengo poco ad un titolo che vienmi di antenati che furono alle Crociate. Ma tengo moltissimo a quello che vienmi da Dio, il quale me ne fè dono sotto la forma di strofe scintillanti, di romanzi passionati, e di una polemica politica che à spezzato più d'un ministro.

—Il nome tuo è pure il mio—risposa Regina—e ne sono fiera quanto te.

L'indomani fu per Regina una giornata di lavoro. Ella corse i negozi, le sarte, le modiste, i mercanti di fiori, i gioiellieri. Ella apparecchiava le sue armi da battaglia.

Vi è una certa ansietà nella donna che va per la prima volta nel mondo, dopo le sue nozze. Ella va a pigliar posto. Ignora ancora se la graziosa o civettesca disinvoltura della giovane donna farà obliare facilmente l'aria impacciata, la modestia quasi sciocca cui affettò fanciulla. Non conosce ancora quella linea indefinibile, e pertanto capitale, ove la facilità, l'indipendenza, la grazia, la seduzione, l'originalità delle maniere finiscono, e dove la libertà comincia. Ella conosce un uomo, ma non ancora gli uomini. Non à sperimentato ancora l'effetto del cangiamento che si è operato nella persona sua—se desso à aggiunto o tolto qualche vezzo ai vezzi suoi. Ella non à provato ancora le novelle armi della toilette di una donna: lo scollacciato, i monili, lo sguardo intrepido, il sorriso franco ed aperto, il rimbecco subito senza arrossire, la provocazione. Ella fa la sua prima entrata sul teatro attivo della vita. Mentre la giovinetta aspettava, ella va adesso ad agire. Ella presentasi sotto un'altra maschera, sotto un altro nome, in un'altra parte: riescirà?

Ella va a piantar questo problema—ed il dubbio, l'ansietà, l'agitano.

Regina sentiva tutto codesto. Ella andava a dar battaglia.

Ad ogni azzardo, ella cominciò dall'armarsi a meraviglia.

Portava una veste di crespo cilestre con un grande volant di pizzo bianco, rilevato ai lati da quattro grappoli di brughiera rosa. Il suo seno nudo si apriva sopra un mazzetto di mughetti. Alcuni rami di brughiera bianca s'innestavano nelle dense trecce dei suoi serici e lunghi capelli. Due bottoni, di un sol diamante, pendevano dalle sue orecchie rosee e sottili. Le sue spalle nude rivaleggiavano col soffice bagliore delle file di perle che serpeggiavano intorno ad un collo maravigliosamente bello. E le sue braccia bianche e rotonde impedivano di rimarcare le due girate di grosse perle che le allacciavano i polsi.