Il principe di Lavandall non vi mancò.

Egli trovò l'opportunità di porgere il braccio a Regina e di menarla intorno pei saloni. Le parlò per mezz'ora e completò la conversione sì maestrevolmente intrapresa dal dottore.

Regina ascoltò tutto, ridendo; rispose a tutto con spirito. Accettò tutto infine, ridendo sempre, quasi avesse portato una sfida al principe di esser serio in ciò che diceva.

Del resto, quantunque costui avesse uno scopo di più che Regina, egli vi si condusse con un tatto sì delicato, nascose così bene l'amante sotto il diplomatico, ch'e' sarebbe stato impossibile di comprendere la cosa di una maniera brutale ed offendersene.

Regina, d'altra banda, barcamenò con tanta scaltrezza e gaiezza, ch'ei sarebbe stato impossibile di accettare un'infamia di miglior grazia e con maggior buon gusto.

Capì dessa l'amante nella proposizione del diplomatico?

Nol sappiamo. Ma che cosa una donna non comprende dessa?

In ogni modo, si separarono a punto per non fissare l'attenzione. E come la conversazione era stata interrotta espressamente sur un capitolo curioso—e Regina era curiosissima—ella si lasciò sfuggire dalla labbra:

—A domani.

Il principe susurrò qualche parola al dottore.