IX.

Dopo, la quistione delle due nature, sorse la quistione delle due volontà.

A quell'epoca tutti si occupavano di teologia, come noi ci occupiamo di politica; e le donne discorrevano insieme delle due ipostasi, come oggidì discorrono di stoffe.

I monoteliti non ammettevano che una volontà ed un'azione sola nella natura del Cristo. L'imperatore Eraclio, essendo di quest'avviso, volle sapere che cosa ne pensava il suo vescovo di Roma. Onorio ammetteva invece due volontà, ammettendo le due nature. Eraclio non si arrese a questa opinione. E perciò, subito un Concilio monotelita ad Alessandria e un Concilio contrario a Gerusalemme.

Ma egli era il padrone, e il papa piegò.

Eraclio proibì, con editti, di parlare delle due nature e delle due volontà, ed impose il monotelismo all'Occidente.

Il Concilio di Roma condannò questa dottrina.

Costante II strappò il papa Martino dalla sua sede, non meno che altri vescovi, e li mandò a morire in esilio.

Costante II fa poi assassinato in Sicilia.

Costantino Pogonato volle imporre a' suoi sudditi d'Oriente le dottrine di quelli d'Occidente, per realizzare l'armonia della fede nell'Impero e cancellare lo scisma. Egli convocò dunque il sesto Concilio ecumenico.