Ma due anni appresso, l'ex-papa se ne fuggì, e si recò a Firenze, presso quel Martino V, sotto le cui finestre i monelli fiorentini dovevano poi cantare:
Papa Martino
Non vale un quattrino!
Martino V nominò di nuovo Giovanni cardinale e decano del Collegio.
Allora Giovanni domandò i suoi tesori, deposti presso il suo banchiere Cosimo de' Medici, il quale rispose: che ei non poteva restituire al cardinale Cossa quello che aveva ricevuto dal papa Giovanni XXIII! E fu questo il primo fondamento della ricchezza dei Medici.
Il Concilio di Costanza formulò un piano radicale di riforme della Chiesa e del papato, che rimase però ineseguito. Elesse Martino V, e condannò ad essere arsi vivi Giovanni Huss e Girolamo da Praga, quantunque provveduti d'un salvo-condotto.
È noto con quale coraggio morirono questi martiri.
«È cosa strana, osserva Voltaire, che in questo Concilio un uomo accusato di tutti i delitti, Giovanni XXIII, non perdesse che alcuni onori, e che due uomini, accusati di aver fatto delle false argomentazioni, venissero dannati alle fiamme».
Roma disapprovò i canoni del Concilio di Costanza; ma l'assemblea raccoltasi a Parigi nel 1682 li adottò.
Il Concilio di Vienna (1423) condannò gli Hussiti.