Non bisogna dimenticarlo: i vescovi stranieri di quest'epoca erano quasi tutti cadetti di grandi famiglie, e perciò superbi e indipendenti; non già figli di contadini, come la maggior parte de' vescovi dei giorni nostri, avvezzi sin dalla prima età all'obbedienza.
I delegati degli Hussiti furono ascoltati nel Concilio di Basilea. Essi domandarono, tra le altre cose, che la proprietà e il potere civile fossero per diritto divino interdetti al clero, e che la predicazione della parola di Dio fosse libera per tutti. Essi ottennero alcune concessioni; ma l'accordo non durò molto, e nuovi eccidii insanguinarono la Boemia. Il grande cieco Giovanni Ziska, della cui pelle i Boemi avevano fatto un tamburo, continuò a battere la raccolta per la libertà di coscienza.
XIX.
Citiamo ora di passaggio il Concilio di Tours (1510); quello di Pisa, convocato da Luigi XII contro Giulio II; il Concilio di Laterano (1817), XIX ecumenico, convocato da Giulio II e continuato da Leone X. Giulio II scomunicò solennemente il re, scagliò l'interdetto alla Francia, citò il Parlamento a comparire dinanzi a lui, anatemizzò i filosofi che avevano preso il partito di Luigi XII. Non aveva egli detto a Michelangiolo, che modellava la sua statua, di mettergli una spada e non un libro tra le mani, poichè egli non era letterato—non sapeva leggere? Non aveva anche detto: Fuori i barbari, e col trattato di Cambrai aveva convocato tutta l'Europa in Italia?—«Nondimeno, osserva Voltaire, questo Concilio non ha il titolo di brigantaggio, come quello di Efeso e quello di Embrun».
La Prammatica Sanzione fu condannata.
Poichè v'ha un fatto strano da segnalare nella storia della Chiesa: cioè che nessuna nazione ha fatto tanto male all'Italia, nessuna nazione ha reso tanti servigi ai papi, quanto la Francia; e nessuna nazione è stata tanto odiata e maltrattata dai papi, quanto la figlia primogenita della Chiesa.
Se ne fosse, almeno, fatta l'emenda!