Talvolta la discussione sorge nella sessione, benchè i decreti sieno stati preparati nei Comitati e nelle Congregazioni generali, come ho detto. Allora si nomina una Commissione per deliberare sulla redazione del decreto, il quale è sottoposto all'esame ed all'approvazione della sessione successiva.

A Trento, tutti erano chiamati alle discussioni preparatorie del secondo grado.

A Trento pure i prelati e i dottori erano divisi in tre congregazioni, che si tenevano separatamente presso ciascuno dei legati. Tutte le materie v'erano discusse a lungo, e vi si preparavano i decreti. Le tre assemblee si riunivano poi in congregazione generale per deliberare in comune. Preparati così i decreti, venivano letti nella sessione solenne, e ricevevano una sanzione definitiva.

Nelle congregazioni, i vescovi non portavano che il berretto; nelle sessioni, la mitra.


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XXVIII.

L'ultimo di novembre del 1545, appressandosi il tempo dell'apertura del Concilio a Trento, i legati inviarono un corriere a Roma per avere una bolla che loro ingiungesse di aprirlo, dicendo che, per conservare l'autorità della Santa Sede, era d'uopo che codesta bolla fosse letta e registrata nella prima seduta. La bolla giunse, infatti, l'11 dicembre, e all'indomani i legati ordinarono un digiuno ed una processione, e tennero una congregazione generale, in cui fu letta la bolla e determinato quello che si doveva fare nella sessione.

Il vescovo d'Astorga, Diego d'Alava, disse che si doveva leggere nella congregazione anche il breve della Legazione e presidenza, affinchè tutti potessero mostrare obbedienza alla Santa Sede. Quasi tutta l'assemblea approvò questo parere, ed anzi ciascuno v'insistette particolarmente. Ma il Santa-Croce, considerando le conseguenze di tale domanda, e che, se si faceva pubblica l'autorità della Legazione, ciò poteva invogliare a limitarla, trovò più a proposito di tenerla segreta, per consigliare secondo l'occasione. Egli rispose dunque subito: che tutti i prelati non formavano che un corpo solo nel Concilio, e che se si leggeva il breve dei poteri dei legati, bisognava leggere altresì le bolle d'ogni vescovo per far fede della sua istituzione; dimodochè si dovrebbe sempre ricominciare di volta in volta ne venissero di nuovi. Con tale pretesto egli salvò l'onore della Legazione, che consisteva nel non aver limiti[20].

I legati di questa prima parte del Concilio di Trento furono: il cardinal Monti o Del Monte, dell'ordine de'vescovi; il cardinal Santa-Croce, dell'ordine dei preti; e il cardinal Poole, della casa reale d'Inghilterra, dell'ordine de'diaconi. Però i legati portavano tutti gli stessi distintivi.