Oh ben si vede che la Chiesa è ancora molto lontana dal mondo moderno, in cui l'idea sociale della maternità primeggia sull'idea afrodisiaca orientale della virginità! La Chiesa è rimasta asiatica.
Di codesti sinodi ve n'ebbero tre nel II secolo, undici nel III, dodici nel IV, dodici nel V, trentasette nel VI, venticinque nel VII, quindici nell'VIII, quarantasette nel IX, undici nel X, trentaquattro nell'XI, ventidue nel XII, quaranta nel XIII, ventisei nel XIV, dieciotto nel XV, quindici nel XVI, uno nel XVII, cinque nel XVIII, cinque nel XIX.
L'ultimo Concilio tenuto a Parigi fu quello del 1811, per sottrarre al papa l'istituzione de'nuovi vescovi. V'intervennero novantanove Padri, presieduti dal cardinale Fesch. L'ultimo sinodo tenuto in Europa fu, io credo, quello di Nevers o di Langres, nel 1843, per istabilire l'uniformità della liturgia; e l'ultimo nel mondo è stato quello d'Australia (1844), per rimondare i costumi e la disciplina.
Tra codesti Concilii, venti sarebbero stati ecumenici, secondo la Chiesa di Roma. Ma in realtà non furono che otto, poichè dopo quello di Costantinopoli (869), la Chiesa orientale non si mescolò più con la latina, ed al nono Concilio ecumenico, detto Lateranense (1122), convocato da papa Calisto II, l'imperatore d'Oriente e i Padri greci non intervennero. L'ultimo Concilio ecumenico, secondo Roma, fu quello di Trento (1545-63).
III.
I Concilii de'quattro primi secoli ebbero per oggetto le cerimonie del culto, anzichè il dogma. I dogmi cristiani nacquero verso la metà del terzo secolo, nella scuola d'Alessandria, dal miscuglio della filosofia platonica colle semplici tradizioni degli apostoli. L'insegnamento di questi dogmi procreò l'eresie, e le eresie stabilirono i dogmi. Da ciò la necessità di convocare dei sinodi per discutere le dottrine che pullulavano con grande vigore, per accettare le une e respingere le altre. E perciò, nel sinodo di Pergamo (152) si condannò Colarbasio, gnostico ed astrologo; in Sicilia, Eracleone, il quale insegnava che il battesimo toglie la possibilità di peccare; a Jerapoli, Teodoto, conciapelli, che aveva sacrificato agl'idoli, e credeva Gesù un uomo ordinario; ed altri eretici. A Cartagine, a Roma, ad Arles furono condannati Novato e Novaziano, che rifiutavano ogni perdono ai Caduti o Lassi; il manicheo Manete, Donato e i donatisti, i puritani della disciplina; Montano, Marcione, Valentino e le loro sètte gnostiche—specie di mistici sognatori, del resto molto calunniati, i quali proscrivevano il matrimonio, ma non disdegnavano la comunità delle donne[1].
Tutti questi sinodi erano specie di meetings, pressochè come i nostri Consigli provinciali, determinati, circoscritti in un luogo e da un argomento; meno però il Concilio d'Antiochia contro Paolo di Samosata, che voleva scalzare il fondamento stesso della nuova religione. Questo Concilio, tenuto nel 264, condannò l'ardito vescovo, che combatteva il dogma della divinità di Gesù.