Si tratterà di disciplina? Siccome ciò risguarda il clero—ed il prete è anch'egli uomo e cittadino—così lo Stato ha il diritto e il dovere di provvedere, affinchè codesta disciplina non rechi alcun torto, alcuna offesa ai diritti ed alle libertà di questa classe sociale, a cui esso deve protezione non meno che alle altre.

Ecco dunque lo Stato armato del diritto di difesa, senza ricorrere alla misura preventiva del divieto ai vescovi di recarsi al Concilio, senza imporsi la necessità d'immischiarvisi per inspirarlo, dirigerlo, controllarlo.

Il Concilio deve aver luogo al di fuori d'ogni ingerenza laica. Quando poi l'opera sua sarà terminata, se le dottrine proclamate feriscono la società nella sua dignità, nel suo sviluppo materiale o morale, nel suo lavoro, nel suo benessere, ne'suoi diritti, nelle sue libertà, lo Stato ha il diritto di respingere l'opera del Concilio, come la Francia e l'Inghilterra respinsero l'opera del Concilio di Trento, come Roma rinnegò l'opera dei Concilii di Costanza e di Basilea, come gli Stati misti lascieranno concordemente in disparte l'opera del Concilio di Roma, non riconoscendo pei loro sudditi altra direzione legittima fuori di quella che emana dai rappresentanti del paese e dalle leggi della nazione.

E questa è la condotta che osserveranno l'Inghilterra, la Germania del Nord, la Svizzera, l'Italia, e crediamo anche l'Austria.

Formulino pure i cattolici la loro fede, com'essi la intendono; si accomodino nel loro foro interiore intorno al Credo ch'essi più desiderano. Ma qualora tutto ciò prendesse una forma e si manifestasse all'esterno con un atto—la parola, lo scritto, l'insegnamento, il culto—, codesta manifestazione esterna dovrebbe subire, come gli altri atti della vita pubblica de'cittadini, il controllo delle leggi del paese e dei regolamenti di polizia.

E perciò, nessuna inquietudine preventiva; nessuna agitazione politica o diplomatica per porsi d'accordo, circa la resistenza; nessun intervento, o per mezzo d'ambasciatori speciali al Concilio, o per mezzo d'istruzioni speciali ai vescovi, come ai cardinali protettori nei conclavi; nessun consiglio dato, o timore espresso, o minaccia lanciata, o diritti eventuali evocati; ma dopo il fatto, se esso è biasimevole o pericoloso, la maggior fermezza nel proibirlo, come si proibiscono le derrate malsane per motivo d'igiene.

Il Concilio è come l'Accademia d'un sovrano straniero, che tiene le sue sedute: i membri corrispondenti delle nazioni europee vi si rechino pure, e ciancino in pace. La logica e il senso comune hanno sostenuto ben altro!


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