Noi pure siamo un poco di questo avviso, malgrado la dichiarazione dell'ultimo paragrafo del Sillabo, il quale condanna come un errore la semplice supposizione che il papa «potesse o dovesse riconciliarsi e venire ad un componimento—reconciliare et componere—col progresso, col liberalismo e colla civiltà moderna».

Malgrado la sua immobilità, la Chiesa è trascinata come un edificio situato sopra una frana. Essa condannò un tempo il rispetto ai parenti, il sentimento dell'onore e della patria, l'amore della vita, la dottrina della proprietà. Lattanzio considerò il commercio come un furto, perchè vi era lucro; S. Ambrogio, il prestito ad interesse come un omicidio per strangolazione; Alessandro III proibì di seppellire gli usuraj; Tertulliano disse che un cristiano non potreb'esser re, più che un re possa essere cristiano. S. Clemente Alessandrino insegnò essere pel cristiano un sacrilegio il radersi, il bere vino, il mangiar carne, il fare dei bagni. La tragedia e la commedia furono condannate dallo stesso Tertulliano, come un impegno preso col demonio. S. Gregorio il Grande assicurò che un cristiano non può, senza empietà, leggere gli autori profani, imparare ed insegnare la grammatica. S. Ambrogio professò essere il matrimonio essenzialmente cattivo, e l'adulterio non essere criminoso, se non da quando la legge ne fece un peccato....

La Chiesa non ha smentite queste dottrine ed altre ch'io ometto, ma essa non le professa più; essa non condanna più coloro che non vi si conformano.

Pio IX si rade ogni mattina. Il suo predecessore, non solo aveva un barbiere, ma questo barbiere componeva per il papa de'libri teologici[25], mentre il papa accarezzava i figli del barbiere. Innocenzo VIII, quello stesso ch'ebbe sedici figli e di cui un poeta disse:

Octo Nocens pueros genuit totidemque puellas,
Hunc merito poterit dicere Roma patrem,

Innocenzo non solo faceva dei bagni, ma, côlto da una malattia di languore, faceva de'bagni di sangue umano, secondo Infessura. Gregorio XVI beveva vino in grande abbondanza; anzi, per usare una gentilezza all'acqua e per non mancare di rispetto al vino, mescolava questo con dello Sciampagna. Giulio II fece commercio di cipolle, quand'era semplice marinaio di Artizuola. Sisto IV vendette come beneficio ai preti ed ai vescovi tres putanas in burdello, quæ reddunt singulis hebdomatibus julios viginti. Non solo il titolo di re non è più inconciliabile con quello di cristiano, ma Gregorio VII e i suoi successori si chiamarono re dei re! Un battuto di pollo, condito con essenze, che Pio IV prese come afrodisiaco, gli cagionò una indigestione, che accelerò la sua morte. Leone X fece rappresentare davanti a sè la Mandragora di Machiavelli. Nessun papa penserebbe più a scomunicare, come Innocenzo III, la Magna Carta e i baroni inglesi. I papi non leggevano molto gli autori profani; nondimeno Urbano VIII si dilettava della lettura di Petronio, di Marziale e persino dell'Aretino e di Marini. Pasquino diceva di lui: «Il papa è cattolico?—No, egli è cristianissimo», per indicare ch'egli pendeva piuttosto verso la Francia, che verso la Spagna. I papi non sono ammogliati, ma essi hanno largamente usato dell'adulterio e del concubinato con le loro cognate, come Innocenzo X, e colle loro nipoti, come Pio VI. V'ebbero inoltre due papi figli di papi: S. Silvestro, figlio di papa Milziade; e Giovanni XI, figlio di Sergio III.

Noi siamo inoltre convinti che il Concilio di Roma sarà forse meno eccentrico di quel che s'immagini, e che i Padri stranieri—lontani dal loro paese, dove la loro ostinata credenza è un'arma politica di un partito contro un partito—faranno udire ai Padri romani consigli di saggezza.

Finalmente bisogna contare su ciò che si chiama altrove l'impreveduto, ed a Roma lo Spirito Santo, il quale rappresenta una sì gran parte in tutte le riunioni, meeting, parlamenti, Conclavi o Concilii. Ma, malgrado tutto ciò, l'intrapresa del Concilio è un pericoloso cimento, a cui la vanità di Pio IX espone la Chiesa.


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