Costantino non impose apertamente alcuna opinione: si limitò a proclamare le decisioni prese ed a considerarle come definitive. Del resto, egli aveva formulato la sua fede ufficiale, e non fu che dopo averla accettata che i Padri poterono partecipare al sinodo.
Nondimeno ventidue vescovi ariani erano riesciti a penetrare nell'assemblea, ed a presentare un simbolo ariano. La maggioranza, non solo lo respinse, ma lo fece a brani. Venti di que'vescovi abiurarono, persuasi forse da un motto spiritoso di Costanza, sorella di Costantino ed ariana. All'omusios, che significa consustanziale, essa consigliò di sostituire omiusios, che significa simile in quanto alla sostanza. Prodigio d'un iota! tutti si arresero.
Due soli vescovi ariani, Secondo di Tolemaica e Teonate di Marmarica, ricusarono di accettare codesta transazione, malgrado la pena dell'esilio, minacciata da Costantino ai dissidenti.
E fu così che la parola consustanziale, condannata nel Concilio d'Antiochia contro Paolo di Samosata, fa adottata dal Concilio di Nicea! Ario fa condannato ed esiliato. Costantino, con una circolare, notificò al mondo cattolico le decisioni del Concilio, e il cristianesimo imperiale fu fondato. È però vero che più tardi Costantino richiamò Ario dall'esilio, e morì ariano.
Il matrimonio de'preti fa rispettato.
Lo Spirito Santo fu trattato assai nobilmente, secondo l'espressione di Voltaire; poichè di lui si disse soltanto: «Crediamo nello Spirito Santo».
Due Padri ariani non sottoscrissero gli atti.
In compenso, due Padri ch'erano morti durante la sessione non vollero mancare al loro cómpito. Si posero nottetempo gli atti suggellati entro le loro tombe, e la mattina seguente si trovarono firmati.
Il Concilio fu chiuso il 24 di luglio. Costantino diede ai Padri uno splendido banchetto, in cui Eustazio d'Antiochia fece un suntuoso brindisi in suo onore.