—Più che di maiali per disfamarsene al desco—replica un altro.
—Voi credete, cavalieri? riprende il primo interlocutore. Ascoltate allora. Questo manipolo di frati tirò dritto alla chiesa. Fervorosamente tutti pregarono agli altari, poi supplicarono voler passare la notte in preghiere per l'anima del defunto, chè al domani gli avrebbero cantato messa, l'avrebbero sepolto, e sarebbero tornati al campo per dimandare a Roberto di mantenere la sua parola, avendo quel di Malvito mantenuta la sua. Asclettino, che era uomo di cuore, non rifiutò la preghiera, e nel sagrato fece loro recare molti bei fiaschi di vino e pasticci e camangiari che avevan proprio a farci uno stravizzo.
—E null'altro che questo? Capperi! i frati di Malvito si danno bene altre leccornie con le fanciulle del contado—sclama un capperuccio del sinedrio.
—Non dico mica no, continua il primo interlocutore: ma colà si trattava di mortorio, credeva il sire di Malvito. Se non che, nel cuore della notte, quando i cittadini dormivano tutti, i Normanni scoperchiarono la bara e misero fuori compare Brado vegeto e fresco come i canonici di Cosenza, e tolsero dal fondo della cassa molte belle armi, perchè di sotto le cappe e' già vestivano cotte di maglia.
—Oh birbi, birbi, birbi! sclama qualcuno.
—Spogliansi perciò degli abiti da frati, continua il primo, danno di piglio ad azze, spade e picozze, e queti queti se ne vengono alle porte. Quivi si gittano su gli arcadori di guardia e gridando: viva Guiscardo e s. Gotifrido! li scannano tutti. Indi aprono le porte a quei e fuori già in pronto, e mentre coloro della fortezza si levavano a tumulto, sapendo dentro il nemico, già i Normanni occupavano i posti delle mura, e s'impadronivano del sire di Malvito.
« Voi siete uno spergiuro, grida costui a Roberto quando gli fu menato d'innanzi, siete un disleal cavaliero.
« Mai no, risponde Guiscardo; sire di Malvito, vi giurai che dimani avrei tolto il campo dalle mura, vi ho mantenuta la parola questa notte; trasferito l'ho qui dentro.
Ora, baroni, giudicate voi se Roberto non spergiurò.
—Io non me 'l credo, mormorò una cocolla, che ben poteva essere l'abate di Farfa, che i monaci addimandavano il santo, i vassalli il maledetto.