—E se si verificasse il contrario?
—Ah! se si verificasse il contrario? mormora Ildebrando pensieroso. Innanzi tutto, vuoi tu incaricarti della missione?
—Innanzi tutto giuratemi, Ildebrando, che male alcuno non verrà a Guiberto se aggiusterà fede alle mie parole.
—Donna incredula! non ti basta la mia parola?
—No, voglio il vostro giuramento. E, se debbo confessare il vero, neppure su questo ho piena credenza. Dappoichè voi che avete facoltà di mandare la gente all'inferno ed al paradiso secondo vi torna, sapete come sciogliervi di un giuramento, se vi piacesse non attenerlo.
—Tu sei un'empia assolutamente. Le parole di Guiberto hanno fruttificato in te. Ma, come tu vuoi, giuro che a Guiberto non verrà male.
—Giuro, giuro... di grazia, messere, per cui giurate voi?
—Per i santi, per Gesù, per la Vergine, per tutto il paradiso.
Alberada conserva il silenzio come aspettasse altro e fissa gli occhi su Ildebrando quasi col suo limpido sguardo cercasse penetrarlo nell'anima. Ildebrando resta calmo e mutulo. Ed Alberada soggiunge:
—Sta bene, adesso vi dico che assumo l'impresa, e che metterò ogni mia sollecitudine perchè Guiberto si concili con voi e con la Chiesa.