La duchessa pianta fitti gli occhi addosso all'abate per comprendere netto il valore di quello scipito complimento, e tace. Roberto risponde:
—Giacchè dunque il santo padre conosce come noi fossimo stati tirati pei capelli a questa guerra, perchè piuttosto a noi si dirige che al principe?
—Si dirige innanzi a voi, messer duca, sapendovi tanto meglio inchinevole agli accomodamenti quanto mal volentieri vi recaste a queste ostilità: ed inoltre, perchè da voi debbonsi cominciare le pratiche con accordare tre giorni o quattro di tregua, a principiare da domani, onde noi potessimo penetrare nella città e dar iniziamento ai negoziati. Infine, perchè voi pel primo dovete dettare a quali condizioni consentite togliere l'assedio dalla città e ristabilire la pace.
—Avete ragione, messer abate. Il papa ha calcolato da accorto uomo mandandovi a noi primamente. Bene sta. Noi dunque accordiamo la tregua dimandata; quantunque tutto avessimo disposto onde tormentare di tale assalto le omai poco solide mura, che non sapremmo se avessero ancora potuto reggere all'aspro travaglio. I patti poi della tolta dell'assedio saranno i seguenti—Monsignor di Bovino, soggiunge Guiscardo volgendosi a costui, datevi la pena di scriverli, perchè sbaglio non cada nè sulla validità di essi, nè sulle nostre intenzioni, che per nulla mai verranno mutate.
Ed il vescovo di Bovino essendosi messo sul punto di scrivere ad un bel tavolo di larice intarsiato di avorio che occupava il mezzo del padiglione, Roberto a voce ferma ed alta dettò:
1. La città di Salerno sarà messa a nostra discrezione unitamente alla sua rocca, senza che i cittadini ne tolgano cosa, e demoliscano pietra.
2. I cittadini consegneranno tutte le loro armi offensive, dal verrettone alla lancia, dal pugnale alla spada, sotto pena di essere condannato alla gleba chiunque alcuna di queste armi nascondesse.
3. Tutte le terre del principato di Salerno con borgate e castella passeranno sotto il dominio normanno, ai cui signori saranno pagati censi e livelli qual si trovano stabiliti dai padroni longobardi, salvo i mutamenti da farci.
4. Il principe Gisulfo II abdicherà in favore di Roberto Guiscardo il principato di Salerno, e, spoglio di ogni divisa, nelle mani di lui si andrà a collocare in piena dedizione, unitamente a tutti gli altri membri di sua famiglia e di sua corte, dei magistrati della città e dell'arcivescovo.
5. Infine....