—Io non domando mica meglio. Non vi racconto dunque per minuto il difficile e lungo viaggio, perchè già sento abusar soverchio della cortesia di queste dame, e l'ore della notte inoltransi. Goccelino compì il voto. Sul sepolcro di Cristo, la schiavina coperta di cenere, il fianco allacciato da cilizio, pianse le sue peccata, si confessò, fece spaventevole penitenza. Infine l'immagine del frate, e la voce di Dio non lo perseguitarono più, ed ei si credette perdonato. Decise tornare in Italia e comporsi cogli uomini, i quali non potevano mostrarsi fieri dove che Iddio aveva accolto il suo pentimento. Sopra galera veneziana s'imbarca dunque a Cesarea.

» Ostinata burrasca li travoglie lungamente. I corsari barbareschi danno loro la caccia. Perigliano più volte andare a picco, e lunga tormentosa agonia li travaglia. Infine un fil di vento forte li gitta sulla spiaggia del Ionio, al lido di una terra di Calabria. I Veneziani rimpalmano il legno e salpano per le venete lagune. Goccelino, angustiato da febbre e stanco già di navigare, si arresta quivi, sprovveduto di scorte e di panni. Si dirige quindi al castello.

—Qual castello? domanda Gisulfo.

—Uditemi, monsignore. A Cariati.

Il barone Giselberto, e la figliuola di lui Alberada si eran messi allora allora a mensa. All'annunzio di un pellegrino, entrambi scendon nella corte per riceverlo e menarlo al tinello. Il barone gli scioglieva i sandali per lavargli i piedi, la giovinetta lo confortava di differenti ristori. Goccelino rendeva loro mercè dell'ospitale carità, e pregava che desistessero da quegli uffici.

Ma Giselberto dichiarava che, per lui, un palmiere figurava Iddio, e perciò poco quanto gli potesse praticare.

—Bravo uomo! sclama Baccelardo. I Normanni non ebbero mai nè più prode, nè più santo guerriero di lui.

—Infine l'infermo fu guidato al letto e vigilato con una amorevolezza senza esempio. Eppure non gli avevano dimandato ancora nè del nome, nè della condizione, nè d'onde venisse.

—La carità, figliuoli miei, è cieca.

—E più spesso sorda! dice l'arcivescovo sorridendo. L'abate prosegue: