—Di Dio e di chi lo prendeva, riprende Baccelardo, perochè erano terre occupate da vili, ed i vili non meritano una patria.
« Enrico III intanto scendeva in Italia tra per assicurarsi la dipendenza dei Normanni, che conquistavano paese nelle provincie dell'impero, tra per mettere freno alle ribalderie dei romani pontefici che tre in una volta regnavano dentro Roma. Composte le cose dei papi, eleggendone un quarto, Enrico cavalca sopra Capua. Drogone conte di Puglia e Rainulfo conte di Aversa gli fanno quivi riverenza, e lo donano di cavalli e danari. In ricambio hanno investitura del paese conquistato sulle terre imperiali.
—Quella del papa non bastava dunque loro, domanda balbettando un membro dell'assemblea.
—Esse avevan tutte lo stesso valore, risponde Baccelardo. La investitura vera la tenevano dalle loro spade. Infrattanto i Pugliesi ribellati uccidevano molti Normanni a tradimento e facevano assassinare l'istesso conte Drogone dal suo compare Riso, mentre entrava nella chiesa di Montoglio ad udir messa. Il conte Umfredo, succeduto a Drogone, assedia e prende Montoglio e fa morire gli assassini di suo fratello quivi rifugiati.
—Adesso, ser cavaliere « l'interrompe il campione della Chiesa » abbiate la cortesia di cedere a me la parola. Questo punto del racconto vostro gli è bene che fosse rammentato da me.
—Vi ascolto « risponde Baccelardo e piegando le braccia si asside al seggio da cui il campione della Chiesa erasi levato. E quegli dice:
—L'ordine di Umfredo di governare i Pugliesi come roba da rubello fu troppo appuntino seguito. I beni della Chiesa, da costoro non rispettati; ed i santuarii violati e messi a ruba, i sacri arredi addicendo ad usi profani; le persone dei sacerdoti taglieggiate, le sante reliquie rubate e vendute come buoi tolti ad aldiani; i vassalli angariati nelle robe e nella vita, augumentati foderi e livelli; gli uomini di condizione libera manomessi; le donne vituperate fino nei santi asili dei chiostri; in una parola la più pesante mano che la guerra potesse aggravare sugl'infedeli, i Normanni calcavano sui cristiani di Puglia. Onde avvenne che di tante crudeltà le città e le chiese si mandassero a dolere col papa perchè, mercè sua, fussero sollevate.
—Avrebbero meglio fatto di sollevarsi, sclamava una voce; chiamare un aiuto gli era chiamare un nuovo padrone.
—Il papa è padre più che padrone, continua il campione della Chiesa. Infatti Leone IX, da quel santo che egli era....
—Calate, calate, interrompe una voce, santi di quel conio non vanno agli altari.