—Tanta importanza ha dunque codesta bisogna?

—Tanta! rinunzio al prezzo, per dio, se, dopo che l'avrai udito, non dirai: corpo dei santi! Laidulfo, tu sei un buon diavolo, et quia super pauca fuisti fidelis, cardinale di santa Chiesa te constituam.

—E chi mi assicura che tu non menta?

—Chi? Un tal falegname di Soano chiamato Bonizone. Per sodo devi conoscerlo, Ildebrando.

—Lui! E cosa entra Bonizone coi tuoi segreti?

—Ci entra benissimo come vedrai. Ma non andiamo anguillando per pigliar terreno. Un santo padre dovrebbe esser uomo di poche e sagge parole, e tu sei ciarliero anzi che no. Di' dunque, vuoi sapere il segreto?

—Favella.

—Ascolta prima i miei patti. Domani, allo spuntare dell'alba, manderai la contessa Matilde, la contessa Adelaide, l'abate di Cluny ed il marchese Azzo d'Este all'imperatore Enrico....

—Che dici?

—Ma, per Abramo, ascolta. Manderai questa nobile commissione al re, e questa, in nome tuo, gli prometterà che lo riceverai incontanente, senza più pettegoleggiare e fare il fiero. E tu, come il re verrà, lo ascolterai, lo assolverai e mangerai con lui come fratello. Ecco ciò che io richiedo da te. Vuoi starci?