André Chénier

Non appena Laidulfo ebbe messo piede fuori la rocca si diede a correre a rompicollo per arrecare la novella al re dell'esito felice del suo negoziato. Giunse al cenobio che il dì era compiutamente finito, ma si vedeva ancora per quella specie di luce opaca che dava la neve donde il suolo gremivasi. Il re desinava. Laidulfo si fe' chiamare Baccelardo, e come questi venne e lo vide, ansioso dimanda:

—E sì, compare?

—A maraviglia, risponde Laidulfo.

—L'hai ucciso?

—Non ci è stato bisogno. Dimani il re sarà ricevuto e benedetto come un uovo di Pasqua.

—Dici il vero?

—E conosci che io burli mai? Domattina verranno qui a rilevare l'imperatore le due contesse, l'abate di Cluny, il marchese d'Este; e Gregorio lo accoglierà per assolverlo.

—Sacramento! e come hai tu fatto per rammollire quel demonio?

—Eh! al mio scongiuro difficilmente e' poteva resistere. Ma dimmi un po' adesso, e tu hai favellato col re?