—Nobilissimi. Per madre discende dal conte di Reggio, di cui è erede unica; per padre si va più alto ancora. Però non è maturo il tempo da rivelarlo.

—Ma costei sarebbe allora la figlia di quella Bertradina, che fu un dì moglie dell'arcivescovo di Ravenna? dimanda Baccelardo.

E Laidulfo:

—No, bel cavaliere. Vi ho detto che non era tempo ancora rivelare il segreto del suo nascimento; attenetevi alla mia parola. Quel dì verrà, ed ella stessa, o io, vi faremo di tutto chiaro. Per ora contentatevi di ciò.

—Ma pure la sola Bertradina era erede del conte di Reggio.

—Ed io ti dico che Guaidalmira non ha nulla da partire con codesta dama. Saprete tutto a tempo opportuno; acquietatevi adesso.

—Sta bene, risponde Baccelardo, non occorre saper oltre. So già tutto. Se ella dunque non ripugna, io sarò il suo amico, il suo fratello; e se la mia stella si rischiara, il suo sposo.

Te Deum laudamus! sclama Laidulfo, prendila dunque, ella è tua.

Guaidalmira fatta rossa come bragia si covre il volto con le mani; e Baccelardo, accostandosele, la bacia sulla fronte ed esce dicendo:

—Reco la lieta novella all'imperatore.