—Mi rassegno ai voleri di Dio! Non mi grava la morte celebrata dal trionfo.
E spira.
La profezia di Gregorio si era avverata—avvegnachè non nel senso di lui.
Rodolfo, dopo una vita di guerriero, ed una lunga corona di vittorie, era morto da eroe sul campo di battaglia, e da cristiano, senza mormorare di alcuno. Ildebrando lo aveva sedotto, come attestano le sue lettere, e spiccato dal partito dell'imperatore a cui era stato sempre carissimo. Il suo corpo fu deposto nel sepolcro dei re. Nel duomo di Merseburg esiste un'urna magnifica, e sovra di quella la sua statua di bronzo. Nel duomo medesimo si conserva e si mostra ancora la sua destra, il suo scettro, la corona e la spada.
I Sassoni fecero gran duolo della morte di lui, e ricche elemosine si distribuirono ai poveri, alle chiese ed ai conventi in suffragio dell'anima sua. Essi lo avevano conosciuto buono, affabile, di cuore gentile; lo avevano amato qual padre e salvator della patria, venerato qual prode.
La battaglia dell'Elster decise del destino dell'impero.
E Gregorio udiva ad un tempo, della morte del suo propugnacolo Rodolfo, e che l'imperatore Enrico, correndo precipitoso in Italia, era alle Chiuse.
Fine del terzo volume.
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LIBRO QUINTO.—Il 26 gennaio 1077 Pag. [5]