E quei soldati voltano le spalle e partono. Gregorio li guarda fare senza dir motto. Appena però che si furono trovati soli, fissa gli occhi fatti lucidi dalla commozione addosso a quell'uomo, e dimanda:

—E voi, ser castellano?

—Io? borbotta Oddo. Beatissimo padre, io non ho risposta parola agli elogi che vi siete brigato di farmi, perchè andava considerando che un uomo come voi, un vecchio prete ridotto a questi estremi, non dovesse avere gran fatto la frega di andar burlando la gente. Ma a questo novello insulto, per la messa, non so starmi dal dirvi che siete veramente curioso d'umore. Io? dimandate: avreste dunque voluto che avessi accettato il vostro bel partito d'andar via così, come un ladro dal verziere, ed abbandonare il mio posto da codardo? Per la croce! qui mi ha collocato l'immortale memoria di Enrico III, col consentimento ed elezione del senato e del popolo romano. E sapete voi quel che mi disse colui quando del castello m'investì? «Bada bene, messer conte, che questa rocca, in tempi migliori, era un sepolcro, e che una volta penetrato qui dentro, niuno ne andò mai fuori se non cadavere. Tu dunque allora cederai questa piazza a chiunque si presenterà alle sue porte da nemico, e fossimo noi medesimi, quando cenere te ne verranno a cavare.» Avete udito? Io lo giurai. Ed il conte Oddo da Nemoli non ha mancato mai nè alle sue parole, nè ai suoi giuramenti. Sappiatelo.

Gregorio non risponde, ma facendogli un passo incontro, se lo stringe nelle braccia come fratello, e con voce commossa, sclama:

—Morremo insieme.

Allora la donna, ch'era restata in dietro durante tutta quella scena, si tragge avanti e dice:

—Santo padre, non favellate di morte: vi è ancora una speranza.

—Alberada, grida Ildebrando retrocedendo di un passo, e perchè con gli altri non siete uscita ancor voi?

—Perchè, santo padre, io, sventurata in tutta la mia vita, non so separarmi dagli sventurati. Nei giorni della vostra fortuna, forse beneficata da voi, vi avrei abbandonato. Ma nell'ora delle vostre miserie, da voi cotanto aspramente trattata, non ho saputo dipartirmi prima di avervi detto che vi perdonava, onde, andando a render conto a Dio delle opere vostre, possiate ripararvi di questo scudo.

Gregorio, con la fronte annuvolata e bassi gli occhi, medita lungo tratto pria di rispondere, poi soggiunge: