—Uscite.
Poi voltasi a Rolando, che dall'altro lato del letto, con le braccia conserte, guardava il famoso Guarimponto, gli ordina:
—Chiudete l'uscio. Quindi rizzatasi affatto sulla metà della persona, grida:
—Che la peste ti soffochi, pezzo di birbo, tocco d'asino. Dove vedi tu dunque tutte codeste corbellerie che ci hai spacciate, e codesta pernicie nel nostro male, se noi stiamo meglio di te, meglio di una sposa che va a nozze, meglio del diavolo che ti porti?
—Euge serve bone et fidelis! sclama Guarimponto senza scomporsi, dopo aver udita fino alla fine la collerica diatriba della duchessa. Sempre la stessa, sempre quel brio, sempre quella vita e quell'ardimento! Noi credevamo che vi foste mutata, e perciò appunto abbiamo voluto stuzzicare la vostra pazienza, come l'alcali stuzzica lo starnuto—che, se nol sapete, è diaphragmatis contractio come lo ha definito Egineta. Ma no, bella duchessa, summa cum animi lætitia noi vi troviamo sempre la stessa, sempre la Semiramide del nostro secolo.
—Per le sante ossa di Caino quest'uomo ci farà perdere la pazienza, mormora Sigelgaita rivolta a Rolando.
Rolando non le risponde. Ma girando dall'altro lato del letto, si appressa al medico, e mettendogli una mano sulla spalla, con una grazia che il povero medico si senti quasi slogar la clavicola e si piegò, gli dice:
—Senti, compare. Che abbi voluto celiare fin qui, chè anche noi abbiamo fatto da burla, te lo perdono. Ma adesso, poni mente a ciò che madonna sarà per dirti, e ponci mente veh! perchè se niente niente mi avveggo che ti torna la frega delle parole latine e di dir cose che noi non comprendiamo, netto e sollecito ti gitto dalla finestra. Mi hai capito?
—Voi vi spiegate con una facondia che incanta, messere! balbetta Guarimponto, grattandosi la spalla intormentita. Andiamo dunque in nome di Dio! Giacchè nulla vi bisogna dalla nostra scienza, e badate bene che la medicina è scienza, avvegnachè quel guastamestieri d'Ippocrate la dica ars longa... perdono! avete detto che non volete latino. Dunque cosa ci avete a richiedere, se nulla dalla nostra sapienza vi occorre?
—Ecco qui, mastro Guarimponto. Noi sappiamo da lungo tempo come tu sii famoso nel cavar dall'altro mondo i morti e mandarci i vivi di questo...