—La corruttela che ha messa nel clero col proibire lecite nozze, ripigliava il cardinale; l'eccidio di Roma; la disperazione e la dannazione di tante migliaia di uomini morti nelle scomuniche da lui profuse per appagare intenti mondani; lo sdegno civile fomentato in Italia, e le guerre di che l'ha desolata?

—Dio mi ha perdonato, borbottava ancora il pontefice.

—Gli amori impudici con la contessa Matilde, per lui vituperata avanti al mondo, e gli amori della contessa Alberada, che ha condotta a morire misera e disperata? soggiungeva Guiberto.

Ed il pontefice:

—Dio mi ha perdonato.

—I sudditi ribellati contro i sovrani, proseguiva il cardinale, il suo orgoglio che ha fatto infellonire contro la Chiesa milioni di cristiani; i tradimenti comandati; gli omicidii fatti eseguire; gli avvelenamenti dei suoi nemici onde buccinarli puniti da Dio per subita morte; i regni tolti e donati a ribaldi che gli si giuravano ligi; la Spagna preferita restasse in mano de' Mori, anzi che in dominio di cristiani, i quali non volevano fargli omaggio; la Sassonia desolata, perchè rifiutò conoscersi vassalla di San Pietro; la Francia levata a tumulto per esigere tributo che giammai Carlomagno sognò di promettergli; la Sardegna minacciata dare a conquistatori feroci se non pagava il danaro di San Pietro; il regno d'Ungheria messo ad incanto fra due re a chi più gli offerisse maggior donazione e sudditanza; la Dalmazia gittata nella guerra civile per averle voluto dare un re di suo capriccio, mentre un altro già vi regnava; la scomunica infine, per non dir più, del re Boleslao II di Polonia, che ridusse al bando dei suoi Stati e fece morire miserabile e disperato? Ecco, santo padre, ciò che potrete dire a Dio, perchè non ascolti la maledizione di vostro fratello!

—Iddio mi ha perdonato, mi ha assoluto, con voce che appena s'intendeva, sclama il pontefice; e perchè amai la giustizia ed odiai l'iniquità, muoio in esilio.

—In esilio! prorompe il cardinale Ugo Candido, ridendo satanicamente; ma non sei tu il vicario di Cristo che ti diede in retaggio i suoi popoli, ed alla sua giurisdizione segnò per termine i confini del mondo?

Ildebrando a quest'ironia non risponde: piega la testa sul petto e ve la lascia cadere abbattuta. Guiberto ed il cardinale si accostano, Guaidalmira alza gli occhi per guardarlo: era morto!

Guaidalmira gitta un grido acuto e straziante e stramazza distesa sul suolo.