—Vi dirò tutto laggiù, messer conte. Per ora lasciatemi solo. Ho d'uopo raccogliermi in Dio. Andate: vi benedico.

Oddo si stringe nelle spalle e parte. Nella sala trovò il capitano della guarnigione, che consultava tra gli altri capi, e gli comunicò gli ordini di Gregorio. E quegli, che ad instanza di lui era stato quivi messo dal senato e dal console romano per rinforzo, e che egualmente teneva il castello pel popolo, fastidito risponde:

—Ma pel santo battesimo, state dunque a vedere un po' che questo birbo di prete si avrà ficcato anche in mente che noi fossimo ai suoi comandi! Ci siamo ingabbiati qui come barbagianni, e per guardargli salda la pelle abbiam danzato un bel tratto alla musica delle baliste: adesso, per Dio! parmi che fosse ora di metter fine allo scherzo.

—Non prendete il galoppo, ser Ugoccione. Stiamo a vedere cosa intenda fare da sezzo; poi vi consiglierete dalle circostanze.

—Staremo a vedere sì, messer conte: ma il mio partito è già preso. Invece di morirci qui di fame, come lebbrosi all'ospedale, intendo meglio che andiamo a menare le mani là fuori con l'aiuto di Dio, e morire, come a soldati si addice, dove ora soldati sono e soldati si battono. Gli abbiamo finalmente cavato il ruzzo di fare il bravo a codesto garbato messere. Ma quando siamo giunti all'articolo penuria, io non trovo scritto in nessuna cronaca, dall'assedio di Troia in poi, che alcun capitano abbia fatto lo schifiltoso a non dimandare accordi e cedere alla fortuna della guerra.

—Io non sono del vostro avviso, messer Ugoccione. Del resto ciascuno ha un cervello per regolare il fatto suo: io me ne spicco di mezzo. Vi pregherei solo a non esser corrivo ai partiti estremi ed attendere anche un giorno. Chi sa, per me bisogna proprio dire che questo caparbio vecchio mi abbia stregato.

E sì dicendo, lasciava il capitano e si dirigeva alle prigioni.

Cercò da prima il carceriere, il quale, come ebbe udito l'ordine suo, gli presentò il mazzo delle chiavi. Oddo col pugnale ruppe il cordone che le univa, e sceltane una, dette le altre a Gano, conchiudendo:

—Sicchè hai capito? Mi stai così minchione minchione a guardare quasi io fossi piovuto dal terzo cielo come s. Paolo. Farai uscire i cattivi allo scoccare della campana di mezzodì, e li condurrai nella corte.

Gano si gratta il naso con un fare stufo e balordo, poi risponde: