—È forse di lei! si disse egli, accendendo il lume.

Non era Bambina, ma il canonico Pappasugna che lo chiamava con altissima premura. Non vi andò. La sera seguente, un'altra lettera. Novella speranza. Nuovo disinganno. Era ancora il canonico che lo sollecitava a passare da lui, per un affare importante. Don Diego gualcì e gettò la lettera e non rispose a questo meglio che all'appello precedente. La mattina seguente, alle sette del mattino, e' chiudeva la porta per uscire, quando il canico Pappasugna l'abbordò. Don Diego non l'invitò ad entrare. Questo disdegno, lungi dallo sconcertare, esaltò il canonico.

—Voi non avete dunque ricevute le mie due lettere? dimandò egli, seguendo Don Diego che scendeva le scale.

—Le ho ricevute.

—E perchè non siete venuto a vedermi?

—Perchè non voglio vedervi.

—Io ho dodici ducati a rimettervi pel vostro panegirico dell'Ascensione.

—Potete tenerveli.

—Ma Come? voi non volete lavorare più per me dunque?

—No.