XII.

Presto tardi, egli arriva sempre, il brigantello.

Don Diego era restato tutto il giorno a contemplare il mare,—secondo il suo costume quando la tempesta infuriava nell'anima,—ed aveva ruminato la terribile conversazione tenuta la sera innanzi con sua sorella. La calma era ritornata nel suo spirito. La luce aveva riscaldato di una fiamma più pura il suo cervello maltrattato. Egli rientrava in casa, gli occhi nuotanti nelle lagrime, col proposito di gettarsi ai piedi di sua sorella e dimandarle perdono e l'obblìo della sua infamia. Egli trovò appiattata, nel medesimo angolo oscuro, la medesima giovane che la vigilia, dimandandogli l'elemosina, gli aveva detto: Voi siete felice! Infatti non era forse egli fortunato di possedere in casa quell'angelo di candore che, col semplice buon senso e la rassegnazione, gl'imponeva la virtù e riaccendeva il suo coraggio? Don Diego fece l'elemosina ed accelerò il passo.

La notte era caduta. Arrivato alla sua porta, suonò. Poi, come si tardava a venire ad aprirgli, cavò di tasca la sua chiave particolare ed aprì. Non lume. Chiamò Bambina. Non risposta.—Ella è uscita per qualche spesuccia, si disse Don Diego; ed accese la candela. Entrando nel salone, gli sguardi caddero sulla lettera di Bambina. E' la sentì, prima di averne vista la scrittura. Egli l'aveva letta, prima di averne rotto il suggello. Esitò a prenderla. La guardò lungamente prima di toccarla, di leggerla. E' girò lo sguardo stupefatto intorno alla camera, cercando negli sfondi delle ombre qualche cosa che si muovesse; tese l'orecchio, bramando uno strepito che lo rianimasse. Quando ebbe letto, il foglio gli cadde dalle mani. Si lasciò cascare su una sedia e la fronte battè al marmo della tavola.

Il cervello, accasciato da pria sotto l'invadimento di un mondo di memorie e di pensieri in insurrezione, rimase insensibile: quell'intensità di luce senza rifrazione creava l'opaco. La sua energia vitale si arrestò di un tratto. Si sentì orrendamente stanco: non avrebbe potuto nè camminare, nè vedere, nè parlare. La sua respirazione si rallentò. Questo stato di annichilimento durò un quarto d'ora. Poi, un riflusso vulcanico di sangue precipitò la febbre e, con la febbre, la coscienza vertiginosa della situazione. Egli passò pel medesimo stadio di passione percorso da sua sorella. Il passato fu implacabile nelle torture che gl'inflisse.

La prosperità non lascia nel cuore degli stigmati così profondi, come il modesto malore e la miseria oltraggiante. Ed ecco perchè le rappresaglie delle rivoluzioni sono giustizia, e quelle delle ristaurazioni vendetta. Gli anni passati con Bambina, nel pungente denudamento dei lari paterni, sfilavano innanzi ai suoi occhi come i cavalieri della gualdana, lo colpivano, lo laceravano. Egli sentì ruinar sulla sua testa l'anatema del terribile vae soli! Andò a frugare nella camera di Bambina senza sapere che si facesse, cosa cercasse, e s'impregnava dell'emanazioni della fanciulla che vi restavano ancora. Ei passeggiò tutta la notte per l'alloggiamento solitario. Il battere delle ore all'orologio di una chiesa l'assassinava.

Abituato, dall'escita del seminario a vedersi circondato di cure, di cui egli neppure sospettava, si trovò eccessivamente misero quando gli occorse preoccuparsi di quei mille dettagli, cui la presenza della donna rende dei nonnulla, e la lontananza, un mondo di privazioni e miserie. Un disgusto supremo di tutto lo invase. Non si nudrì più che di pan secco. Di rado cangiò di biancheria. La polvere lo soffocava. I suoi abiti non ebbero bentosto più bottoni. Ciò che prima aveva l'aria di una povertà industriosa, divenne la nudità in cenci di un mendicante. Entrava tardi. Si coricava senza accendere il lume. Fuggiva dal suo giaciglio appena levatosi, come se una mano invisibile lo avesse cacciato. La sua sporcizia gli faceva orrore, ma e' la lasciava spessire. Egli udiva il lazzarone burliero sclamare sul suo passaggio: ecco un abate arrugginito a punto! Lo scoraggiamento lo sopraffece.

Egli aveva avuto una volta o due l'ispirazione di andare a scandagliare il barone di Sanza ed il gesuita, che sospettava complici della fuga di sua sorella, ma dopo matura riflessione se ne astenne.

Non gli avrebbero nulla appreso e lo avrebbero schernito o maltrattato. Sapevano essi in seguito a quale discussione Bambina lo aveva deserto?

Una sera, ei trovò sotto la sua porta una lettera. Egli ebbe uno stringimento di cuore. La sua pelle divenne madida in un istante.