Egli apprendeva a pensare senza accorgersene. E le lezioni non gli mancavano, perocchè il vizio, quando non è il delitto, e mica ancora la brutalità, diviene un gran maestro di scuola.
Il vizio è la lotta che si stabilisce fra quello che è regola per molti e quello che è ostacolo per taluni. Gabriele non conosceva la regola, perchè alcuno non gli aveva insegnato ciò che sia dovere e ciò che sia diritto; ma egli subiva l'ostacolo ed assottigliava la potenza del suo spirito per demolirlo.
Due fatti colpirono il suo spirito.
Un giorno, passando davanti al convento di Santa Maria Nuova, e' vi vide accalcata una cinquantina di persone, vecchi storpi e cenciosi, e fanciulli di sette od otto anni sparuti e nudi. Tutta questa gente aveva un coccio smussato sotto il braccio. In aspettando, recitava il rosario ed uccideva i pidocchi. I fanciulli acchiappavano le mosche. Quello spettacolo divertì Gabriele: si fermò. Ad un tratto, la porta del convento si aprì, e vide comparir sulla soglia un frate estremamente grasso ed oleoso, il volto acceso ed inzaccherato di tabacco, di brodo e di vino. Due altri fraticelli, egualmente sporchi ma più giovani ed il viso più raffilato, seguivano fra Gaetano. Essi trascinavano un'immensa caldaia, nella quale si erano riuniti a sghimbescio i residui del pranzo di centosettanta monaci, formando così un pappalecco senza nome nel pandemonio culinario, di un colore indeterminato, di una forma indecisa e di un gusto cui la fame sola poteva far trovare tollerabile. Alla vista del pajuolo, i pater e le ave si perdettero in un cospettare sommesso scambiato tra i mendicanti, tarabussandosi a chi passerebbe il primo.
Su questo brontolare assordante, risuonò il vocione di fra Gaetano, che gridò:
—L'anima vostra! volete tenervi la lingua tra i denti?
E ciò dicendo, sollevava il suo scettro,—il lungo e profondo cucchiaio di cui si serviva per distribuir la pietanza.
La vista di quelle scodelle tese, risvegliò l'appetito di Gabriele. Egli vide passare i mendichi l'un dopo l'altro, ed avanzando insensibilmente, a misura che quelli che si allontanavano lasciavano posto, si trovò in faccia di fra Gaetano. Gabriele non aveva scodella; ei non distese la mano. Fra Gaetano lo sbirciò senza cospettare, poi lo sbirciò ancora grattandosi l'epidermide del collo. Ei prese da un paniere due pezzi di pane e di carne, e glieli gettò, dicendo:
—Ritorna domani.
Gabriele trovò il pane eccellente, la carne squisita, il monaco strano; osservò sulle labbra dei due fratocci un sorriso ch'e' si permise di qualificar stupido, e se ne andò facendo capriole.