—Calunnia! disse egli infine. Voi non siete dunque ateo?

—Monsignore, io sono prete.

—Voi non siete carbonaro?

—Monsignore, io obbedisco alle leggi dello Stato senza mormorare.

—E voi non amate vostra sorella?

—Io l'amo, monsignore. Mio padre era un povero sarto che andava in giornata, monsignore, e morì poco dopo la nascita di mia sorella. Mia madre guadagnava il nostro pane tessendo per la gente della comune. Ella morì di fatica lasciandomi sulle braccia una figliuolina di quattro anni. Mia sorella ha adesso diciassett'anni. Io ne ho quaranta. Io sono stato suo padre, il suo istitutore, la sua madre, la sua amica vera, monsignore,—ciò che le donne non incontrano mai. Io ho lavata, io ho coricata, io ho pettinata questa piccina. Io le ho insegnate le sue preghiere. Noi abbiamo pianto insieme. Noi abbiamo insieme digiunato quando non avevam pane. Io ho fatto la bisogna di casa in suo luogo, per risparmiare questo piccolo e gracile corpo. Io ho soppresso le mie camicie per comperarle una veste. Io ho sofferto la fame per nudrirla a seconda dei suoi bisogni. Io ho avuto il coraggio di sorridere, per non attristarla, quando il dolore e l'oltraggio mettevano a soqquadro l'anima mia. Breve, monsignore, questa figliuola è la mia anima. Il cielo non ha un cherubino più puro e più bello di Bambina.

Monsignor Laudisio aveva appoggiato il suo cubito sul braccio del seggiolone, il suo mento nella mano, ed ascoltava attentamente il prete, esaminando l'espressione illuminata di quella figura. Un'aria sarcastica svolazzava sul volto del vescovo.

—Tutti i preti della mia diocesi, disse infine il vescovo dopo un momento di silenzio, hanno delle ganze. I più onesti ne hanno due,—senza contare le cugine, le cognate, le religiose dei conventi. Io ho fatto tutto ciò che un vescovo, un ministro della polizia, un capitano di gendarmeria, un procuratore reale potevano fare per riformare questi infami costumi. Li ho interdetti. Li ho messi in prigione. Li ho relegati nei conventi a far penitenza. Li ho fatti mandare al bagno. Li ho ingiuriati dall'alto del trono della chiesa. Non sono riescito. Non mi resta che non aver più dei preti, se voglio averli morali. Un solo, in mezzo di questo branco immondo, si è preservato da ogni sozzura: voi!

—È vero, monsignore.

—Voi siete giovane, nondimeno, voi siete robusto. Le occasioni non vi sono mancate. Voi non avete nè cause, nè ragioni apparenti per condurvi differentemente degli altri…. Volete voi spiegarmi l'eccezione?