Il re non rispose e si ritirò lentamente nel contiguo gabinetto ove era di già entrato prima.

—Va a pregare di nuovo, brontolò il principe. Io vi comprendo alla fine, signorina, ma le vostre domande sono esagerate.

—Non è egli il re? osservò Bambina. Non vengo io a salvarlo a quel che mi han detto?

Il re rientrò. Infatti, egli era andato ad inginocchiarsi innanzi a non so che immagine, cui si cavava dal petto sotto forma di scapolare, ed aveva invocato l'inspirazione divina.

—Vi accordo la vostra dimanda, disse egli a Bambina, se ciò che state per rivelarmi merita codesta ricompensa.

—Me ne date la vostra parola, sire? insistè Bambina.

—Ve la do, replicò Ferdinando esitando.

—Siate testimone, soggiunse Bambina, volgendosi all'ambasciatore, che
S. M. mi dà la sua parola di far mettere in libertà mio fratello, Don
Diego Spani, e di nominarlo vescovo.

—Parlate adesso, parlate, chiocciò il re impazientito.

—Sire, mi hanno detto che V. M. non ignora forse che si cospira onde strapparle non so che,—una Carta, una Costituzione.—Ma ciò che V. M. non sa per certo, è il luogo ove i cospiratori si riuniscono ed il capo del complotto.