Bambina fu colpita da quella conclusione. Ella aveva obbliato, nel suo racconto appassionato, la contro-parte del suo obbligo. La parola del gesuita la risvegliava nell'inferno del reale. Ella si tacque un istante, poi rispose:

—Ed io terrò la mia. Ma, non prima che io mi vegga le promesse del re compiute. Accordatemi qualche giorno ancora di vita.

L'accento di Bambina, pronunziando quest'ultima frase, era così commosso, così vero, così profondo, così doloroso, così convinto, che il gesuita si spaventò. Una scintilla glaciale corse lungo la sua spina dorsale e scosse il cervelletto. Comprese i disegni della giovinetta. Ei gridò dunque:

—Ah! Bambina, abbi pietà di me! Io aspetterò tutto il tempo che tu vorrai, e tu sarai sorpresa quando saprai cosa fo per te.

—Grazie, sclamò Bambina. Nella spaventevole solitudine in cui io cammino, io non scorgo ancora che un raggio per guidarmi, che un amico: voi! Il mio cuore si è aperto. Esso è stato passato fuor fuori da tanti colpi diversi, che risente oggimai il più piccolo scuotimento. Fate, di grazia, che io non abbia a considerarvi come il più spietato de' miei carnefici. Io non nego il mio debito. Sono pronta a pagarlo dimani, se lo esigete; ma che vi guadagnereste? Un rimorso che oscurerà la vostra vita tutta intera. Rendetemi leggero il pagamento. Che esso sia il salario della riconoscenza e non il prezzo di una compera sconsigliata.

—Io non vi domando che vedervi ogni dì. È forse troppo?

—Vi consento.

—E cantarvi la cantica del mio amore, soggiunse il padre Piombini.

—Vi ascolterò, rispose Bambina. Ma l'amore che parla, che si esalta, che si querula, non è poi quello che tocca di più.

Bambina ritornò da lady Keith senza andare di nuovo in casa di suo fratello.