—Ah! sclamò il re. E che facevate voi dunque in mezzo ai cospiratori?
—Li sorvegliavo. Io m'ero sguizzato in fra loro come complice, onde sorprenderli e conoscere tutti i segreti loro. L'ordine che ho qui prova a V. M. che io stava per farli arrestare tutti stanotte stessa.
Il marchese di Sora presentò un foglio al re, ove l'ordine di arresto del marchese di Tregle, del colonnello Colini, del barone di Sanza era dato alla data stessa di quel dì.
Ciò era convenuto tra il colonnello e lui, essendosi preveduto un tradimento, e quanto prezioso fosse non compromettere il ministro.
—Se sono scoperto, aveva detto il marchese fin da principio, vi consegno al carnefice, ove non possa altrimenti salvarvi.
—Sia pure, aveva risposto il Colini, purchè meniate a fine l'impresa.
Alla vista dell'ordine d'arresto così in regola, il re guardò il principe di Schwartzemberg e conservò il silenzio. Salendo nella propria carrozza, lasciata più lontano, il re disse al marchese:
—Tu sei un fedel servitore, marchese, ma tu giuochi una partita pericolosa. A domani.
E si separarono.