—Voi stesso non fareste nè meglio nè più presto, rispose don
Gabriele.

Si fece l'appello dei viaggiatori. Don Gabriele si arrampicò all'imperiale; il P. Buzelin restò immobile a guardarlo. La vettura si mise in moto. Il gesuita fece un segno a don Gabriele come per dirgli: «Ricordatevene: quistione di vita o di morte!»

Don Gabriele rispose al segno e scomparve.

XXV.

L'appuntamento della mezzanotte.

Il P. Piombini sentiva qualche cosa di fatale pesare sul suo capo.

L'atteggiamento dei suoi superiori e dei suoi confratelli non era punto cangiato in apparenza. Non gli avevano fatto alcun rimprovero. Gli profferivano gli stessi riguardi. Gli si lasciava la stessa libertà. Esercitava le medesime funzioni. Solamente il rettore lo aveva avvertito che la sua condotta era stata segnalata a Roma ed aveva provocato dei reclami. Bisognava quindi circondarsi delle più grandi precauzioni, ritenersi un cotal poco.

Il P. Piombini aveva accolto l'avvertimento con umiltà; aveva risposto che la sua coscienza non provava alcun rimorso, ed aveva formulato la dimanda di uscire dall'ordine, poichè aveva perduto la confidenza e la stima dei suoi superiori.

La calma si ristabilì; ma l'emanazione magnetica delle anime che lo circondavano agiva su di lui e lo penetrava. Un nugoleto nero si abbassava poco a poco, si addensava, si restringeva e lo rinchiudeva in qualche cosa di cieco e senza uscita che gli tagliava il respiro. Egli conosceva la storia segreta della Società. Egli ne conosceva le regole, la procedura, il codice, i mezzi di profferire e di eseguire le sentenze. Egli sapeva che la sua posizione si aggravava a causa della grossa fortuna portata in dote alla compagnia, per ordine del duca di Modena.

Egli sospettava dunque tutto, spiava e studiava tutti gli sguardi, ascoltava tutte le parole bisbigliate, osservava tutti i passi e tutto ciò che lo circondava, dormiva poco, si svegliava a sobbalzo al minimo rumore, mangiava e beveva tremando, parlava di raro, fuggiva il consorzio dei suoi confratelli ed accelerava la sua messa in libertà—la secolarizzazione.