—È dessa maritata, vostra sorella?

—No.

Don Domenico restò qualche tempo a riflettere, poi proruppe:

—In fede mia, no: io non posso nulla fare per voi. Di un cattivo prete, toccato dalla Grazia ed inscritto al Gran Libro, si può ancora, a peggio andare, tirare un vescovo, un monsignor romano, un canonico, un abate. Ma voi avete su di voi gli occhi della polizia e siete povero. Accomodate ciò, se potete.

—L'è proprio così, sì: sorvegliato, pitocco, e non un amico.

—Oh! gli amici poi non si scontano al Banco di Napoli, e non se ne trovano che per averli a pranzo o per farsi mettere a male. Il migliore amico di questo mondo, mio caro, è il re….

—Fosse anche un travicello?

—Fosse anche un re a Statuto, purchè impresso alla zecca su delle rotelle di argento e d'oro.

—In questo caso, sclamò Don Diego, io sono sans-culottes.

—Se voi aveste solamente sei poveri mille ducati!