—L'è giusto.

—Ma quel porco grossolano monaco….

—Qual monaco?

—Monsignor Cocle, perdio! che vede pertanto delle belle dame alla corte e passa al bucato la coscienza del re e della regina…. sissignore! egli si è impaniato in quella moresca butterata…

—Che specie di femmina è dunque codesta piccola Passaro? domandò Don Diego, intrigato perchè colui parlasse di codesto, e così liberamente, con lui, cui punto non conosceva.

—Ma l'è di lei che io parlo. Figuratevi un botticello, cremisino, a grosse labbra di mora, senza vita e senza spirito, con un subbisso di ciccia che sbocca ed inonda dovunque, che s'ubbriaca con Monsignore, che mangia quanto lui, vale a dire come quattro uscieri; un compagnone d'indigestione in gonnella!

—E nient'altro che questo?

—Ma! vi debbe essere altresì qualche altra cosa…. ma poco.

—Ebbene, bisognerebbe presentare a monsignore un partner dei suoi piaceri di un altro stampo.

—Ah! se avessi una sgualdrinella parigina sotto la mano! Lo farei marciare il vecchio maiale, veh! Ma non parliamo più di ciò! Quanto a voi, ve lo ripeto, sono impotente. Pas d'argent, pas de saucisses! soggiunse egli ridendo.