La situazione della Russia è chiara: essa è allo stato di aggressione allʼesteriore, di protezione allʼinterno. Questa situazione è ancora normale attualmente; perchè, quanto allo straniero, la Russia non ha finito ancora di strappargli tutti i membri della famiglia slava, e quanto allʼinterno, lo tzarismo tranne da soli alcuni anni, il suo organismo è omogeneo allo spirito, al carattere della razza. Dʼaltronde, vi è egli esagerazione nelle pretensioni della Russia per la rivendica che dessa proclama?

Eʼ basta considerare freddamente a quale condizione di nullità politica sono cadute le parti staccate della razza slava, quelle che sono rimaste indipendenti, come quelle che restano sottomesse allo straniero. La Boemia, lʼIlliria, i Principati, la Serbia, la Grecia, Posen, la Gallizia.... non hanno più ragion dʼessere, nè un valore politico qualunque, non per sè stessi, non nellʼagglomerazione composita di cui forman parte.

Lo tzarismo è lʼespressione di questa situazione, perchè è temibile e minaccioso, per lo straniero; ed allʼinterno, esso è ancora una protezione per le classi inferiori, un legame fra le classi aristocratiche.

Lo tzarismo esso stesso poi non è così autocrata come dʼordinario lo si suppone. Esso non ha a sua mercè, come in Francia, il maneggio del potere giudiziario, il cui esercizio appartiene allʼaristocrazia locale. Lʼamministrazione subisce il controllo di questa medesima aristocrazia, la quale, quando lo voglia, potria cangiarsi senza sforzo in unʼoligarchia governativa, come nella repubblica di Venezia un dì, e come nel governo inglese fino al 1830. Un potere esecutivo che non dispone in maniera assoluta, come in Francia, del giudice e del funzionario, non può dunque esser tirannico che fino a quando e per quanto coloro che possono controllarlo, glielo consentono, o sono suoi complici. Il giorno in cui lʼaristocrazia russa sarà penetrata dalla necessità di prendere la direzione degli affari, il giorno in cui essa sentirà la dignità della sua casta ed avrà uno spirito di corpo più generoso, la è finita per lo tzarismo.

In Russia non esiste quella classe media, ove nasce e muore la libertà, per ristabilire lʼequilibrio o servir di contrappeso. Lʼaffrancamento della servitù mira forse a questo scopo: sottrarre il contadino al suo padrone, dargli da prima una personalità, poi collocarlo sotto la dipendenza completa della corona. La nobiltà perderà altrettanto che guadagnerà lo tzar; ma godrà desso lungo tempo, lo tzar, di questo acquisto? Evidentemente no. La borghesia si costituisce presto, e lʼinteresse, che è lo spirito di corpo di questa classe, si sveglierà presto altresì. La borghesia dimanderà allora la sua propria autonomia ed il controllo dei suoi affari.

Lo tzarismo, inerente alla razza slava, ha digià succombuto tutto intorno alla Russia, ove questa classe intermedia, la borghesia, ha cominciato a formarsi: in Grecia, in Ungheria, in Boemia, in Gallizia, a Posen. Ma quantunque lo si tenga come troppo assorbente, e che lo si sospetti come essendo di origine straniera, il sentimento e lʼistinto della razza sono troppo imperiosi per volerlo assolutamente abbattuto, prima che esso abbia compiuta la sua missione. Lo tzarismo non sarà dunque demolito prima che lʼagglomerazione dei popoli slavi non sia presso a poco compiuta e che lo spirito di Europa non abbia disarmato contro la Russia.

Lo tzarismo è il solo rappresentante degli interessi della razza slava. Esso tiene in iscacco lʼEuropa; serve di centro di gravitazione alle parti distaccate della razza, di protezione al contadino contro la nobiltà, di garentia ai nobili contro lʼinvasione del proletario, di centro di azione comune, fino a che la questione non sarà risoluta nel senso slavo. Ed i popoli che circondano la Russia, avvegnachè profondamente turbati della sua vicinanza e della sua pressione, trovano ancora una specie di sicurezza nel mantenimento dello tzarismo contro lʼinondazione slavo, mediante la compressione interna.

Lo si vede quindi, lo tzarismo è stato providenziale nella fase della conquista e della ristaurazione slava, ed ha servito ammirabilmente come compressore per ammadiare le molecole distaccate da questa razza in un solo elemento, amalgamarle, penetrarle dal medesimo spirito, volgerle al medesimo scopo. Ma esso addiverrà evidentemente uno ostacolo allo sviluppo, quando la riunione sarà completa e la fusione terminata. Quando la massa, adesso in ebollizione, sarà condensata, la pressione eccessiva potria frangerla; e gli è di questo che gli slavi si preoccupano già, per la loro propria conservazione e per la stabilità dellʼopera che lo tzarismo avrà terminata.

Bisogna quindi che lo tzarismo subisca una trasformazione radicale, sia per evoluzione propria, sia per una rivoluzione. Lo Tzar, tal quale è, malgrado la creazione della Germania, è ancora un potere formidabile: allʼesteriore, a causa dellʼattrazione che desso esercita, della pressione che infligge, del pericolo che può far correre allʼindipendenza degli Stati vicini, dellʼesagerazione dellʼambizione che dà sovente il capogiro, dellʼinfluenza che prende nella condotta e nella vita intima degli altri popoli; allʼinterno, per la sua origine straniera che non cessa di tradirsi, e per lʼassorbimento della libertà. La nazione intera non è che un corpo di cui lo tzar è lʼanima. Ed eʼ la soffoca, la galvanizza, la muove, lʼaddormenta, lʼannienta, la spinge, la ritiene, la maneggia a voglia sua. Che sarà dunque quando lʼemancipazione avrà compiuta la sua evoluzione, e la nobiltà, che al postutto rappresenta la proprietà e lʼintelligenza, sarà scomparsa?

La ricostruzione della Russia sʼimpone, a causa di ciò, ogni giorno di un modo più urgente—per la nobiltà essa stessa, per la nobiltà sopratutto, la quale, perdendo il potere della casta, deve cercare un compenso nella parte di potere sociale che le spetta di diritto.