Questa palingenesi dello tzarismo diventerà dʼaltronde un novello elemento di forza per la razza slava—nel senso che dessa non attirerà più oggimai certe parti staccate, come lʼUngheria, la Polonia, la Grecia, la Boemia, che per la libertà. Per la libertà, la Russia romperà le ultime resistenze della Polonia. Imperciocchè il movimento che ha luogo nella razza slava è doppio: vi è il movimento generale di concentramento della razza, ed il movimento secondario politico o nazionale, di quei rami della Slavia che godono di unʼesistenza autonoma. Donde segue, che per aumentare la potenza del movimento panslavista, bisogna annullare il movimento diversivo delle nazionalità ed il movimento per la libera costituzione politica, che complicano la situazione.
Per decidere lo tzarismo alla sua trasformazione, o spingervelo, una rivoluzione è inevitabile. Ma non è necessario la guerra o le barricate per effettuarla, questa rivoluzione, quando la può compiersi altresì per la pressione morale. Ed ecco ove comincia precisamente la nuova missione della Polonia—missione di grandezza per lei, di sicurezza per lʼEuropa. Imperciocchè, per la Polonia, una situazione analoga a quella dellʼUngheria nellʼImpero austriaco, non è possibile che con una Russia costituzionale o repubblicana.
V.
La Polonia non solo non si rassegna alla sua sorte, ma la si compiace di renderla intollerabile. Essa aspira al conquisto di quellʼautonomia nazionale di cui godè per secoli e che le fu rapita, per astuzia e per forza, dalla diplomazia e dalla guerra. Questa ristaurazione non può realizzarsi che per due mezzi: o col concorso dello straniero, o per uno sforzo dʼiniziativa interna.
Da chi può venire, dallo straniero, lʼaffrancamento della Polonia?
Noi lʼabbiamo detto: lo spirito di Europa si è modificato. Napoleone I ha spossate le ultime molle della politica di ambizione.
LʼInghilterra ha fatto prevalere i principî della sua politica di economia sociale; il self-government, il self-reliant.
Napoleone III, aveva, senza accorgersene, rotta la tempera del carattere dei francesi, i quali, vedendo nello chauvinisme militare il Pantagruel della libertà, si rassegnavano ad occuparsi dei loro propri affari e rinunziavano alle avventure dei conquistatori. Lo scacco del Messico, aveva, grazie a Dio, rudemente profittato.
Lʼultima guerra ha provato la decadenza dello spirito militare della Francia. Ora, si tenta rifocillarlo. Ma, quando che sia che la Francia faccia la guerra, essa la farà per sè, non per andare a risuscitare popoli lontani, da cui non può sperare un sussidio immediato nellʼimpresa terribile e rischiosa del ricupero delle sue provincie perdute.