Kossuth fu internato a Kutahia.

Più tardi potemmo tutti ritornare in Europa, o imbarcarci per lʼAmerica[2].

XI (ed ultimo)

Ed ora una parola di conclusione a questa storia.

LʼUngheria si è riconciliata collʼAustria.

Il colonnello conte Maurizio Zapolyi è restato in esilio come Kossuth. Questi aveva detto nel suo gran discorso, ove proponeva la decadenza degli Absburgo:

«Dio può disporre di me in questa vita come gli piacerà. Può colmarmi di sofferenze fisiche, può condurmi al patibolo, può condannarmi alla cicuta, od allʼesilio. Ma una cosa nella quale egli non potrà manifestarmi la sua onnipotenza è, che mi faccia ridivenire suddito della Casa dʼAustria».

Egli ha tenuto la sua parola.

Deak, un gran cittadino, ha sostenuto nella seconda fase della storia dellʼUngheria quella grande parte che Kossuth ebbe nella prima. Egli è arrivato ad un risultato: la riconciliazione dellʼAustria collʼUngheria. Ma questa riconciliazione è dessa sincera? Lo crediamo. È dessa possibile? Lo desideriamo. È dessa duratura? Ne dubitiamo.