Il principe Gortschakoff ne divenne pazzo, e due mesi dopo morì allʼimprovviso. Egli gridava, due giorni avanti di morire: «Oh! le donne nere! le donne nere! Eccole ancora, eccole.... Allontanatele!»
Il generale Suchozanett gli succedette; ma nel Consiglio dominava il marchese Wielopolski. Non si poterono intendere. Il generale fu richiamato; e lasciando Varsavia, eʼ non seppe domare il turbamento della sua coscienza.
—Potrete accusarmi dʼessere un uomo poco abile, sclamò egli, ma non potrete dire che io fui un carnefice; non ho fatto fucilare nessuno.
Il movimento si stese alle antiche provincie della Polonia del 1772.
Wilna rinnovò le scene di Varsavia.
La situazione prese un aspetto nuovo. La Russia sembrava disposta alla moderazione. La Polonia inaugurava il mezzo della rivendicazione legale dei diritti usurpati.
Il 10 ottobre, ebbe luogo il pellegrinaggio a Horodlo, ove sʼera compiuta lʼunione della Lituania e della Polonia. Ciò poteva dare origine ad una carneficina. Il generale Chrustef, uomo dabbene, lasciò celebrare una messa fuori della città, sopra un altare improvvisato. Lasciò sventolare quaranta bandiere, rappresentanti tutte le provincie dellʼantica Polonia, intorno allʼimmenso vessillo, che portava le armi unite della Lituania e della Polonia.
Lasciò arringare la folla da un prete basiliano del rito greco-unito, il quale, chiudendo, si volse verso il pennone, e sclamò: «Uccello senza macchia, aquila bianca, che un dì distribuisti corone e non ne hai più per te, librati al dissopra dei tuoi fratelli, e va ad annunziare ai quattro angoli del mondo che tu respiri ancora! Cònvoca i tuoi figli, i tuoi emigrati, gli antichi tuoi difensori, e mostra loro il cammino. Tu soffrirai, tu soffrirai molto...; ma un giorno ti alzerai più alto, più alto ancora che nel passato, e spiegherai le tue ali come per benedire la nazione, libera alfine!»
Lʼultima manifestazione doveva aver luogo il 15 ottobre per la celebrazione di una festa religiosa in onore di Kosciusko. Il 14, lo stato dʼassedio fu proclamato. Forse il conte Lambert, il quale era succeduto al generale Suchozanett come luogotenente, ne aveva ripugnanza. Certo è che gli uomini del vecchio partito russo, che lo circondavano, ve lo decisero. Lo stato dʼassedio però non poteva spaventare un popolo, che guardava in faccia la morte con fanatismo voluttuoso.