— Insomma, cosa pensi tu di fare? che parte ci lasci tu in questa tragedia che può forse fallire, ma che mette conto di essere tentata?
— In due parole, ecco ciò che io penso di fare: e rifletti che questo progetto è stato concepito da Sejano. La Giudea si ribella. I Romani lasciano fare o resistono debolmente e la lasciano trionfare. Le legioni della Giudea e gli Ebrei fanno alleanza ed obbligano le legioni della Siria ad ammutinarsi. Questa diserzione sarà d'altronde pagata. Nel vostro Tempio, nel sepolcro di Davide, vi sono ancora degl'immensi tesori benchè in parte già saccheggiati. Noi contiamo su quelle ricchezze. Con questo denaro si comprano le legioni della Gallia, della Spagna, della Bretagna. Da tutte le parti queste legioni incedono su Roma e rovesciano Tiberio, che si ucciderà, o sarà ucciso dai pretoriani, prima che le legioni rimaste fedeli si muovano. Per prezzo del soccorso che la Giudea ci avrà prestato, la staccheremo dall'Impero e sarà emancipata. Ella riacquista la sua indipendenza del tempo di Salomone. Il prezzo che la Giudea pagherebbe ti pare forse esorbitante?
— Per nulla.
— All'opera dunque. Gli avvenimenti correggeranno gli sbagli di questo abbozzo, se ve ne sono.
— Claudia, diss'io alla fine, ho bisogno di crederti. Vi sono in questa trama tante cose misteriose, colpevoli, vere, terribili, grandiose, impossibili, sospette, ch'io vi crederei, anche se fossi sicuro che tutto codesto è falso, che tutto codesto è un agguato. Tu hai scelto bene il tuo istrumento. Il fantastico per me è il vero; l'assurdo è il mio ideale. Dar la mentita alla ragione, gli è il supremo dei miei piaceri. Io sono a te. Ma, confidenza per confidenza. Se tu mi hai indicato lo scopo, lascia a me scegliere la strada, il tempo, gli uomini. Il nostro popolo non è simile agli altri popoli. Noi facciamo una rivoluzione per cangiarlo, ma non lo cangeremmo per fare una rivoluzione. Da domani, io rientro in scena. Ma sai che tuo marito mi sorveglia, e che il suo aguzzino mi ha arrestato per sottrarsi alla noia di sorvegliarmi?
— Io ti domanderò a Pilato, e sarai più sicuro dell'imperatore stesso.
— Sta bene, soggiunsi commosso: io lascio questo palazzo in questa notte stessa. Sono felice. Non mi annoierò più, farò del bene forse, in ogni caso cercherò di piacerti. Avrei potuto vivere, lungo tempo forse, colla Claudia di questa mattina senza amarla e senza desiderarla; non potrei forse vivere due giorni ancora colla Claudia di questa sera senza amarla alla follìa ed adorarla come un dio. Ho il presentimento, direi quasi la certezza, che non riesciremo; che importa? Tu sei stata infelice, o Claudia, la tua vita non è riempita di memorie sorridenti; ti ricorderai di me. Dev'essere così dolce l'avere per tomba il cuore, o il pensiero d'una donna!
— Tu sei un nobile giovine, Giuda, susurrò Claudia, gli occhi brillanti di una lagrima che li dilatava.
— Perdonami, se ti ho mal giudicata.
— Tutti mi giudicano così. Perchè sarei inesorabile con te, mentre io non serbo rancore ad alcuno?