— Che quando io discingerò la mia cintura, in qualunque sito si sia, e con qualunque persona io mi sia, senza dir motto, senza obbligarmi ad aprir bocca, mi lascerai solo.

— Ma se la discingi codesta cintura per causa d'indigestione.

— Non voglio repliche. Io conduceva meco un servo, ne conduco due.

— Ti prendo in parola, Giuda. Dà dunque ordine che mi apparecchino un mulo per metterci in viaggio entro mezz'ora.

— Eh?

— Che si ponga inoltre sul cammello una tenda e tutti gli arnesi necessarii per allestire il pranzo, e per dormire. Traverseremo forse il deserto. Sopratutto del buon vino. E delle armi. Le iene, alla notte, non sono come le damigelle dell'angolo della strada che si lasciano accarezzare. Poi, una pelle dolce per coricarmivi, e delle coperte per guarentirmi dal fresco del mattino. Che mi si prepari inoltre un mantello più caldo. Non so quanto tempo resterò in viaggio: il mese di tevet ha dei giorni piovosi, e delle notti agghiacciate.

— Hai finito, bestione?

— Triplo bestione, se vuoi: ma ascolta i consigli d'un uomo che durante trent'anni ha corso il mondo.

— M'hai capito?

— Io spiego i geroglifici delle Piramidi: vedi un po' se posso capir te!