— Avrei preferito, io, di avere un cane dio, piuttosto che averlo così vicino, codesto cane, che se volgo gli occhi soltanto, mi acchiappa il pranzo.
— In questo caso t'incarico d'indovinarlo tu stesso, perchè io non comprendo la preferenza.
— Io non ne trovo che una di buona fra tante ragioni....
— Quale?
— Che Zipporah, la moglie rabbiosa di Mosè, si annoiò di contemplare i trentanove secoli che la contemplavano dall'alto delle piramidi....
— Dev'essere diabolicamente vecchia quella figura di trentanove secoli, arrampicata ed accoccolata là in cima, a sbirciare la gente.
— Appunto, ed ecco la donna civetta volle darsi la distrazione di viaggiare.
— E siccome aveva paura delle tigri del deserto, persuase suo marito di prendere per compagni di viaggio i suoi compatriotti.
— Questo non si trova, in ogni caso, nei nostri libri santi. Ma siccome è Mosè stesso che li ha scritti e' non ismaniava di scoprire i secreti di casa sua.
Verso l'ora sesta, arrivammo all'ospizio del Samaritano, in cima ad una brutta e squallida collina. Era la sosta per la notte, a mezza strada fra Gerusalemme e Gerico. Di là a Gerico occorreva una giornata, dappoichè e' non era punto sicuro, neppure pei viaggiatori a cavallo, di continuare la strada dopo il tramonto del sole, a causa delle bestie feroci che scorazzavano il paese. Queste case di riposo, là dove c'è un villaggio, sono una specie di annesso a quella del capo di questo villaggio, il quale ha il dovere di proteggere l'ospite e lo straniero. A Betlemme per esempio, è nell'antica casa di Booz, di David, di Chimham fuori di città, che i viaggiatori trovano il ricovero notturno, al punto ove s'incrociano le vie di Gerico, Erodion, Engadi e Tekoa. In mancanza di villaggi, ad ogni sette od otto miglia romane, la pietà dei buoni uomini, la previdenza delle tribù, o la magnificenza dei principi hanno fatto costruire questi alberghi che non rassomigliano punto a quelli che s'incontrano sulle grandi strade romane.