— Allora non andrò ad attenderti là.
— No.
— A domani dunque.
Il sole era tramontato dietro il Moriah, dietro Modin, nel mare di Joppa e di Tiro. Il silenzio era disceso sopra la città. Hannah, colle folte sopracciglia aggrottate, gli occhi fissi sopra i quadrelli di marmo del pavimento, tenendo afferrato fra le mani il suo caftan, taceva, meditava, — forse non pensava a nulla o meglio, era dietro a calcolare ciò che meglio gli conveniva: di marciare colla cospirazione, o di consegnare i cospiratori nelle mani di Pilato. Io pure taceva, profondamente colpito dalla storia della povera adultera — che mi sembrava certo dover essere la moglie di Moab, — e della creatura misteriosa che aveva una influenza sì potente sopra quell'uomo di marmo, dagli occhi d'aquila. Hannah alla fine mi domandò:
— Sai tu a cosa penso, Giuda?
— Perdinci, alle quattrocento concubine di Salomone.
— Domani arrivano la moglie di Pilato e il governatore della Siria....
— Bisogna forse assassinarli anch'essi?
— Pilato riceve quindi delle nuove coorti.
— Tanto meglio; più se ne ammazza oggi tanto di meno a combattere domani.