— Ah! fece un fornaio su i banchi dei ricchi: alla buon'ora! così non sarò rovinato, io.

— Io lo mangerei in due pasti, quel magrolino lì, urlò un enorme facchino dietro a me; ma dopo?

— Ne parli a tuo comodo, tu, osservò un altro, tu lo mangeresti in due pasti, e per noi altri, allora?

— Ebbene, mangerete dell'arrosto di montone, perdio! e state zitti voi altri, vociò Bar Abbas, che dalla strada sporgeva la testa in dentro pella finestra.

Per un istante il Rabbì sembrò turbato da quei lazzi, e la sua figura si animò. Era per rispondere vivamente, ma, riprendendosi tosto, affermò con calma:

— Non voglio soggiungere che questo: voi mi avete veduto, e non mi avete creduto. Ma sappiate che tutto ciò che mio Padre mi dà verrà a me, e chiunque verrà a me, non lo respingerò mai, avvenga ciò che vuole; poichè io sono disceso dal cielo, non per fare le mie volontà, ma quelle di colui che m'ha inviato. Ora è volere di mio padre che m'ha inviato, che io non debba nulla perdere di ciò ch'egli mi ha dato, ma che debba renderglielo di nuovo all'ultimo giorno. Gli è ancora volere di colui che m'ha inviato, che chiunque vede il Figlio, e crede in lui, possa avere una vita eterna. Ed io lo risusciterò all'ultimo giorno.

Gli anziani, il Batlanim, il Hazzan, si guardarono in faccia l'un l'altro; al banco dei poveri, si restò stupefatti non comprendendone niente; ai seggi dei ricchi si mormorò; dietro la grata delle donne si udirono dei lunghi sospiri. Bar Abbas insinuò di nuovo la sua testa nella sinagoga ed osservò:

— Nipote mio, nipote mio! tu viaggi nella luna.

— Ma non è egli Gesù il figlio di Giuseppe il falegname e il figlio di Maria? Non conosciamo forse più suo padre e sua madre, noi? Perchè ci viene dunque a cantare che è disceso dal cielo? Per chi ci prende egli?[35]

Gesù fece un movimento d'impazienza e sclamò: