— L'odio! sempre l'odio! gridò Gesù dolorosamente. Ed io che sognava di fare dell'amore il codice del mondo.
— Rabbì, hai detto il vero quando dicesti che sognavi. L'amore uccide, Rabbì. È questa roccia dell'odio, è questo amore in rivolta che dà al mondo la energia e la varietà. Dio scacciò Adamo dall'Eden perchè vide la sua creazione in pericolo di sciogliersi; come una perla di neve al sole, in quell'interminabile assopimento dell'amore. Non cercare di renderci tollerabili i nostri oppressori. Tutte le nostre dissonanze si mettono all'unissono in questo grido di esecrazione. Ciò che ci occorre, Rabbì, gli è che Dio pure entri nella partita, e che l'uomo che si dice il suo profeta, il suo messia, od il suo figlio, getti l'istesso grido in nome di Dio.
— Dio anch'egli si metterebbe dalla parte della distruzione? sclamò Gesù commosso.
— Rabbì, ascoltami con attenzione, poichè il caso m'ha posto sulla tua via, e che abbiamo toccato un così grave soggetto. Tu ti sei dato a Nazareth per il Messia che ogni Giudeo accarezza nel suo cuore; e qui, questa mane, per il figlio stesso di Dio. A Nazareth hai eccitato la collera; qui, l'ilarità. Questo angolo del mondo che tu avevi scelto per i tuoi traffichi di divinità è stato da prima mal scelto, ed alla prova, esso ha respinto i tuoi tentativi. Ti è impossibile continuare la tua missione nella Galilea. Soccomberesti, o cadresti al livello di quei fascinatori di serpenti e venditori d'impiastri che servono di distrazione nelle strade. La Galilea attende qualche cos'altro, e gli stranieri che vi sono in gran numero, e potenti, non ischerzano coi messia. La sorte del Battista ti dice abbastanza quella che ti riserva la Casa Dorata, e ciò che nasconde l'invito che sei per ricevere. Occorre dunque lasciare la Galilea, o ritornare modestamente, dopo esserti proclamato figlio di Dio, e non so che altro, a fare delle casse, e allestire dei burchielli. Ti convien essa, codesta caduta, che ti farebbe correr dietro tutti biricchini delle strade? Dopo aver sognato qualche cosa di più grande d'un grande sacerdote, di più potente del re Erode stesso; dopo esserti librato coll'aspirazione al disopra di tutto il paese d'Israello; dopo aver attaccato i Farisei, i Sadducei, i ricchi, i principi ed i sacerdoti; dopo esserti proclamato successore dei profeti del popolo di Dio; dopo aver veduto, nelle estasi delle tue notti insonni, i popoli prosternati ai tuoi piedi, dimmi, o Rabbì, ti convien forse di ritornare alla tua bottega, alle tue tavole, alla tua pialla? E i miracoli che hai fatti? e la parola che hai annunziata come la verità? Ed i discepoli che ti hanno seguito come la face del loro spirito? E quei potenti della terra che ti hanno temuto come un riparatore? E i meschini che avevano posto in te la loro fede, in te, voce d'amore, d'eguaglianza e di carità? Tutto ciò non sarebbe stata che una ciurmeria d'un ciarlatano? Rabbì, ciò è impossibile. Ucciditi, ucciditi piuttosto, ma non cadere. Io te l'ordino in nome della dignità umana.
— Non hai duopo di simili intimazioni.
— Tanto meglio, maestro, tanto meglio; poichè nessuno più di te ha elementi così scelti, così completi, per avere una gran parte in questo mondo. Il mondo, maestro, appartiene ai sognatori perseveranti. Ebbene, lasciando la Galilea, non puoi venire che a Gerusalemme. Se Gerusalemme ti adotta, come adottò Giuda Maccabeo, e' non ci sarà gloria al disopra della tua. Tu passi per figlio di Dio che libera per la terza volta il suo popolo. A Gerusalemme i tuoi nemici sono i partiti. Essi saranno tutti contro di te, se ti proclami un partito. Tu devi invece innalzarti al disopra di tutti: e trar profitto delle loro comuni passioni. Se tu prendi questo posto, tutti cadranno d'accordo per ammetterti come figlio di Dio; perocchè quegli orgogliosi non si rassegnano a sottomettersi che a Dio. Il sagan, il gran sacerdote, il gran collegio, il sanhedrin, le sinagoghe, i Sadducei, i Farisei, gli Esseniani, i Betusiani, gli Erodiani, i Zeloti, tutti crederanno di non abdicare, piegandosi dinanzi la parola che in nome di Dio dirà loro: la vostra patria vi appartiene! Allora i miracoli, sotto la tua mano, si faranno da sè stessi. Il tempio s'aprirà dinanzi a te, come dinanzi l'arca del Signore. Le tue vie saranno coperte di rose; i tuoi giorni un inno continuo; le tue notti una danza d'astri, che risuoneranno del tuo nome come del nome di Dio. Dimmi ora, o Rabbì, di', vuoi tu venire a Gerusalemme?
— Verrò, rispose Gesù con accento profondo e commosso; sì, verrò.
— Ne sono felice, o Rabbì. Ma ricordati che in Gerusalemme non c'è altro posto per te, che o il palazzo di Davide, od il Calvario.
— Che la volontà di Dio si compia!
Uscii.