— Se venne! esatto come il gnomo del monumento d'Hircanus. A mezzanotte una lettiga portata da quattro schiavi neri si fermò dinanzi la mia porta. Cneus mi rimise una borsa col denaro: ventimila sesterzii! Mentre io li contava, egli entrò nella camera ove Mirjam dormiva col bimbo nelle braccia. Si gettò il bertuccino da una parte, s'inviluppò la testa della ragazza in non so cosa, una coperta credo, la si tolse su come una piuma, e due minuti dopo era sparita. Se il marmocchio non avesse gridato, nulla avrebbe interrotto il silenzio imponente della notte.

— E non sai cosa ne è avvenuto di poi?

— Sono due anni che non ho più inteso parlarne. Ella si è ecclissata, se però è tuttora di questo mondo.

— Ed è il comandante d'una legione romana che te l'ha pagata?

— Codesta l'è un'altra faccenda. Io credetti riconoscere quegli schiavi neri....

— I negri si rassomigliano tutti.

— Ecco precisamente ciò che mi sono poi detto a me stesso.

— Davvero, Gesù, tu hai commesso là una ben infame cosa, poichè l'infamia ti stuzzica.

— Tu parli come gli sciocchi. Vediamo un po'. Un uomo che paga quindicimila sesterzii, — e Cneus me ne ha rubati per certo altrettanti, — un uomo che compera questa leccornia al prezzo con cui avrebbe comperato uno storione del Tirreno, non è certo per ucciderla. Gli è dunque perchè egli ne è stupidamente innamorato. Ora cosa si fa delle donne che si amano? Si diviene loro schiavi. Ebbene! semplicione, cosa poteva sperare quella povera mendicante di mia nipote? Tutt'al più di sposare un vignaiuolo del suo paese. Il bel negozio! io ne ho fatto una piccola regina; io amo la mia famiglia, io, e lavoro alla sua grandezza, al suo splendore.

— Pare, per altro, che gli altri non prendano la cosa da questo magnanimo punto di vista.