Il sole si alzava dietro le alture di Efraim, e colorava di porpora la catena delle cime che si stende da Ramah al Carmelo, allorchè le sentinelle, dall'alto del picco intorno al quale si agglomera Joppa, diedero il segnale che indicava l'avvicinarsi della bireme imperiale.
Infatti, una galera a due file di remi, dalla carena dorata e dalle vele di porpora, si avanzava verso la riva, spinta da un dolce e fresco venticello.
Un grande movimento ebbe allor luogo sì nella città che sulla galera. La guarnigione, i soldati che accompagnavano Pomponius Flaccus, questi stesso in persona con una folla di gente componente la sua casa, discesero sulle rive del mare, preceduti dalla commissione di Gerusalemme, e seguiti da tutta la popolazione. Sopra la bireme, i marinai siciliani si affrettavano ad asciugare la rugiada della notte, a stendere i tappeti di Cartagine, e le schiave di Claudia si preparavano a ricever la loro padrona, che si era alzata e si disponeva a venire sul ponte.
Claudia sembrava incantata dalla vista di quella Joppa, alla quale Hiram aveva inviato il suo legno di cedro, di quel porto ove Giona s'era imbarcato per quel terribile viaggio che doveva finire in maniera così insolita e così fantastica; di quella distesa di sabbia, punteggiata da palme, da fichi, melagrani, posto avanzato in quella pianura di Sharon, che i libri sacri hanno profumata di rose; di quella distesa di colline, risplendenti di rose e d'ambra, che si stendevano dinanzi i suoi occhi, e che formano il paese di montagna della Giudea, di Beniamino e d'Efraim. Claudia restò a contemplare tutto ciò fino al momento in cui la bireme approdò e fu tirata sulla riva, e che i marinai appoggiarono alla prora una scalea in legno di cedro incrostata d'argento e di rame. Pomponius Flaccus s'affrettò allora a montare sulla bireme, seguito dalla commissione di Gerusalemme e ch'egli presentò a Claudia.
Gionata, bel giovane, le indirizzò un complimento da parte della nobiltà, della gente del tempio, e del popolo della nostra città.
Scendendo sulla spiaggia, Claudia fu salutata con un grido immenso dal popolo che vi si affollava.
La moglie di Pilato non ascese quella specie di cono intorno a cui, simile ad un grappolo d'uva, è piantata la città. Ella non aveva bisogno di riposo, e quindi la partenza per Ramah fu immediatamente decisa.
Tutto, del resto, era pronto.
Ventiquattro schiavi liburniani circondavano la lettiga, tutt'oro e porpora: otto per tappa. Un camello già bardato; due cavalli, uno di Selinunte e uno della Siria, scalpitavano sulla sabbia, rattenuti a briglia corta da schiavi nubiani. Claudia poteva così alternare di veicolo a suo piacere. Un nuvolo di cavalieri numerosi ed una mezza legione di guardie servivano di scorta.
Una pianura coperta da uno strato leggero di rosea sabbia, sovrapposta ad un altro di nero terriccio, si allargava dinanzi a loro, sparsa di villaggi, di rovine d'antiche città, e di tombe, reliquie della nostra vecchia storia e delle nostre disgrazie — ceneri di centinaia di generazioni d'uomini, Filistei, Ebrei, Macedoni, Romani. Più lungi, ove l'occhio non arrivava, Modin, che risuonava ancora del nome dei Maccabei, e da lato Gaza, Ascalon — ove nacque Erode il Grande — tutta quella regione che vide David abbattere il gigante, e Sansone prendere le volpi.