[18.] Idem, ibid XIX.

[19.] «Quando egli ritornò nel suo paese e predicò nella sinagoga, il popolo attonito si diceva: Ma donde è venuta la scienza e la potenza a quest'uomo? Non è egli figlio del falegname la cui madre si chiama Maria, ed i fratelli, Jacopo Giuseppe, Simone e Giuda? Le sue sorelle non sono esse con noi? Dove mai quest'uomo ha preso tutto ciò?» Matteo cap. XIII, v. 54, 55, 56.

[20.] Come la corte dei conventi dei nostri giorni.

[21.] Era anzi previsto dalle leggi come un delitto. Il Sanhedrin condannava: tr. bus, pseudo-prophetas, sacerdotes magnos. Mischena, t. IV, cap. I.

[22.] Lo stesso Gesù non giudicava con benevolenza il Battista. Egli lo chiama incostante e leggiero, e gli fa degli altri rimproveri. Vedi S. Luca VII; S. Matteo IX.

[23.] Josephus, Antiq. XVII.

[24.] Josephus, Antiq. lib. XVII, C. 6 e 7.

[25.] «Giovanni Battista non era chiamato, come Gesù, a conquistare il cuore delle donne, ma le nature robuste della sua nazione.» Salvador, pag. 321.

[26.] «Questa disposizione ad applicare il nome di figlio di Davide e di Cristo era passata in abitudine. Le truppe del popolo si proposero più tardi d'innalzare altresì Gesù, onde farne un gran capo, un re di antica razza, ed opporlo ai principi di razze straniere.» Salvador, pag. 286.

[27.] Josephus, Guerre Giudaiche VII, cap. VI. Giuseppe che racconta tutto questo, indica però il mezzo di estirparla impunemente dal suolo. Si scava un fosso profondo per isolare la radice, fino alle sue più tenui barbe. Si attacca un cane alle ultime che la tengono al suolo; il padrone del cane parte; la bestia fa uno sforzo per seguirlo, rompe questi ultimi legami, trascina la radice, e muore. L'uomo morrebbe anch'egli se tentasse fare altrettanto. Si tocca poi e si adopera impunemente la pianta.