[9.] Josephus, Cap. XIII e XIV.

[10.] Josephus, lib. XIV, cap. XII, XIII e XIV.

[11.] Proverbi, VII.

[12.] «Un'altra ragione spiega l'incredulità della Giudea: l'abbandono col quale questo paese si dava in preda al maraviglioso. Era stato assogettato, dall'origine, ad una regola, che autorizza a non scorgere nei più sacri miracoli che una semplice questione di necessità e di costumi.» Salvatore, pag. 399. — Giuseppe, Antichità, XX, cap. II, VI, VI. — Guerra, II, cap. XXIII, — XXIII.

[13.] Fors'anco questo nome soldatesco veniva dal pilum, pestello, da cui si era fatto il dio Pilumnus nelle stanze da letto, e che, secondo sant'Agostino, personificava un Priapo.

[14.] Gli si applicava il verso di Marziale:

Tergo fœmina pube vir es.

[15.] Filone (Ambasciata a Cajus) chiama Pilato pervicaci duroque ingenio, carattere tenace e duro, e gli attribuisce venditas sententias, rapinas, clades, tormenta, crebras caedes indemnatorum, crudelitatem saevissimam.... Non sembrerebbe di leggere il ritratto di Radetzki fatto dagli Italiani?

[16.] Macrobio racconta che questa figlia di Augusto non si abbandonava alla dissolutezza che allorchè era incinta, e diceva allora: «che non accettava passeggieri a bordo che allorquando il bastimento era carico, navi plena, tolle vectorem

[17.] Svetonio, Vita d'Augusto, LXVIII.