Pomponius Flaccus, che era stato avvisato fin dalla vigilia di ciò che doveva accadere in quel mattino, non si stupì nè si commosse per quelle grida del popolo. Egli digeriva ancora, del resto, la cena ed il vino della notte. Poichè Pilato, quantunque non bevesse che acqua pura, aveva una cantina eccellente. Claudia Procula, che ignorava tutto ciò che accadeva, si destò, o meglio, fu destata dalle sue schiave, spaventate dalla sommossa.
Pilato fece avvertire la moglie di non temere di nulla; ma Claudia, coperta ancora da quelle bandelle dell'acconciatura notturna di cui usavano le dame romane per conservarsi la pelle più fresca e più bella, si gettò sulle spalle una specie di pallium incarnato che la copriva da capo a piedi, e salì sopra la terrazza che circondava il palazzo.
Essa dominava la città.
Pilato, all'avvicinarsi della folla, aveva inviato i suoi prigionieri alla torre Phasaelus, temendo non glieli strappassero dalle mani. Aveva appunto finito di scrivere la sentenza di condanna per essi, allorchè il capo della guardia che vegliava alle porte del palazzo entrò per annunziargli che una deputazione del popolo desiderava di parlargli. Pilato esitò un momento fra il riceverla e il farla respingere a scappellotti. Alla fine si decise a lasciarla entrare.
Jesus Bar Abbas si avanzò alla testa dei cinque altri parlamentari, camminando nella sala con passo da re. I suoi stracci facevano spiccare la dignità della sua andatura. Aveva l'intenzione, semplicemente, d'esser sublime. Una mano al petto, l'altra sul fianco, la testa alta e un po' indietro, mentre fissava lo sguardo su Pilato, sembrava ammirare gli intagli in legno di cedro del soffitto. Puzzava d'aglio come tutti gli spagnuoli uniti insieme. E siccome Justus lo incalzava troppo da vicino, egli spingeva di tanto in tanto il piede indietro, affin d'allontanarlo e tenerlo al suo seguito, non al suo fianco. Ond'è ch'ei sembrava zoppicare.
Le sopracciglia di Pilato si aggrottarono, il suo respiro divenne agitato.
— Signor procuratore, son io, disse Bar Abbas, avanzandosi davanti la sedia curule di Pilato.
— Quella bruzzaglia non aveva dunque nulla di meno sporco da inviare come suo ambasciatore? domandò Pilato volgendosi agli altri parlamentari.
— La bruzzaglia sa che io sono un oratore, rispose Bar Abbas, interrompendo Justus che era lì per fare una scusa; ecco, o Pilato, la ragione perchè io varco la soglia del palazzo dei nostri padri.
— Dei tuoi padri? Sì, sì, disse Pilato sogghignando: parla dunque, parla.