La raccolta dell'uva era stata abbondante.

La si accalcava dunque sul ponte Xistus per venire da Sion al Tempio sopra il Moriah, e portare l'offerta a Iehovah.

È così facile il ringraziar Dio nella gioja — quando non lo si dimentica!

Ognuno s'affrettava, giacchè il sole segnava l'ora quinta, e bentosto il corno di montone avrebbe suonato sulle terrazze del tempio per annunziare che il sabato era per cominciare.

Una circostanza straordinaria aveva aumentato il concorso degli stranieri. La moglie del procuratore arrivava da Roma. Il governatore della Siria, Pomponius Flaccus, aveva lasciato Antiochia, ed era venuto a Ioppa incontro alla nipote di Tiberio. Pilato aveva ordinato che si preparassero delle feste al Circo in onore di Claudia sua moglie, e del governatore.

La città di Gerusalemme aveva inviato a Ioppa una deputazione a fine di accompagnare la nobile Romana. Pilato nondimeno, che doveva andarvi coi membri dell'aristocrazia e del sacerdozio Ebreo, all'ultima ora era caduto ammalato e li aveva lasciati partir soli. Ciò dava da parlare al popolo; a me ed al Sagan da riflettere. In conseguenza di ciò il solo punto di Gerusalemme che fosse nel silenzio e nella tranquillità, era questa vetta di Sion, ove s'ergevano le tre torri, ed il palazzo d'Erode steso al loro piede.

Eppure i viaggiatori arrivavano all'indomani!

In una camera al secondo piano del palazzo di Hannah quattro persone si trovavano riunite all'istessa ora; Hannah ed io, sadducei; Moab, esseniano; Menahem, l'ultimo dei figli di Giuda e di Gamala. Attendevamo Jesu Bar Abbas, erodiano, e Justus, il fratello della moglie di Gamaliele, fariseo, figlio di Simeone il rettore del gran collegio, figlio egli stesso del famoso Hillel.

Nessuno di noi parlava.

Hannah, sotto sembianza di meditare, sonnecchiava.